Home Mamma & Co. Accade nel mondo Bimba che smette di respirare dopo 18 minuti dalla nascita è un...

Bimba che smette di respirare dopo 18 minuti dalla nascita è un “miracolo”

CONDIVIDI

Una mamma condivide la storia della figlia che ha avuto gravi problemi alla nascita.

Una bambina con gravi problemi alla nascita si è ripresa molto bene: la sua storia

Melissa Sheehan è una mamma americana di 32 anni che ha voluto raccontare la nascita e il dramma della figlia a pochi minuti dalla nascita.

Nostra figlia Ellie Faith è nata a 39 settimane con nessuna complicazione o trauma di nascita. Dopo 18 minuti il suo respiro ha iniziato a declinare, è stata portata nel reparto di rianimazione pediatrica e trasferita in un grande ospedale universitario vicino a noi. Più tardi, quella sera, i medici hanno freneticamente bussato alla nostra porta dicendoci che Ellie non ce l’avrebbe fatta e che dovevamo dirle addio. Il suo ritmo dell’ossigeno era al 7% e mio marito ha iniziato a pregare. Questo è aumentato al 60% nel corso di pochi minuti. A quel punto l’hanno messa sotto ossigenazione extracorporea a membrana, lei ha fatto un miracoloso voltafaccia ed è stata dimessa dal reparto di rianimazione alcune settimane dopo. Lei è un vero miracolo.

Nessuno si aspetta di partorire nel reparto di cure intensive neonatali. Quando rimani incinta sogni di avere il parto perfetto, la perfetta fase del neonato e la bellezza che deriva da un nuovo bambino. Ho avuto la gravidanza più facile di tutte e 3 le gravidanze, è stato un sogno, la mia piccola Ellie Faith doveva essere la mia ultima. Sapevo che entrando in gravidanza ne avrei assaporato ogni momento. Lei era tutto ciò che avevo sognato.”

Melissa ha partorito tranquillamente il 4 novembre del 2016. Tutto sembrava perfetto. Ellie pesava 3,6 kg.

Dopo aver scattato qualche foto ricordo l’infermiera si è accorta che c’era qualcosa che non andava, la bambina non respirava bene e il suo colore era diventato blu-grigio.

Subito è arrivato un medico che si è occupato di Ellie, mettendole una maschera per respirare e trasportando la piccola nell’unità intensiva.

“Abbiamo aspettato per un’ora e poi hanno bussato alla porta. Sono entrate 4 infermiere, un medico. Io ho pensato subito che Ellie fosse morta e che stessero portando persone a confortarci. Il medico ha iniziato a dire che avevano dovuto intubarla perché il suo ritmo cardiaco era arrivato a 60 (per un neonato è 150). Non ho sentito altro dopo quello. Ho cominciato a singhiozzare. Come facevano una gravidanza e un parto perfetto a finire così? Il mio corpo è diventato insensibile e mi sono sentita come in un brutto sogno.

La coppia, sconcertata, ha chiesto aiuto al proprio pastore che è arrivato subito con altre persone disposte a pregare per loro e la loro bambina.

Quando la porta si è aperta mi sono persa di nuovo. Eccola lì, completamente blu e senza vita. Gli occhi chiusi, fredda, immobile, la bocca aperta forzatamente dal tubo di plastica nella sua gola, cerotti su tutto il corpo, nastro sulla bocca, il corpo che teneva tutto a posto, macchine e tubi la circondavano e correvano dentro e fuori dalla sua piccola scatola di plastica. Lei sembrava un esperimento scientifico di un film ed era troppo per me. Com’era possibile che fosse la stessa perfetta bambina che avevo partorito solo 2 ore prima i cui occhi si erano aperti così  perfettamente e avevano guardato i miei? Tra le lacrime l’infermiera mi ha spiegato come potevo toccarla. Non potevo strofinarla o toccarla leggermente perché avrebbe danneggiato il suo respiro. Ho messo una mano su di lei e ho immaginato che fosse come i miei 2 altri bambini, ma non riuscivo a sorpassare la situazione davanti a me. Se avessi colpito accidentalmente un tubo o una macchina avrei potuto romperla. Il mio cuore si stava spezzando”.

Ellie doveva essere trasportata in un altro ospedale e messa sotto circolazione extra corporea, secondo il suo medico era il secondo bambino più malato che avesse incontrato in tutto un anno.

Durante la notte la piccola ha avuto 11 attacchi epilettici e i genitori hanno dovuto fare i conti con la possibilità che avesse danni permanenti al cervello. “Il suo cervello sarebbe morto o sarebbe stata mentalmente handicappata? L’avremmo mai portata a casa con noi? Queste domande mulinavano nella mia testa ma sapevo che Dio era fedele”.

Alla bambina è stata diagnosticata l’ipertensione polmonare persistente del neonato e l’encefalopatia ipossica ischemica.

Dopo il primo giorno la sua ripresa è stata miracolosa. Dopo 24 ore:

  • ha iniziato a processare ossigeno da sola
  • le sono state tolte diverse medicine, è diventata molto attiva e i reni hanno iniziato a lavorare a pieno regime
  • è stata tolta dalla macchina a circolazione extracorporea

Le sue condizioni sono migliorate ulteriormente e i medici e le infermiere hanno detto che in 20 anni di esperienza non avevano mai visto nessuno smettere con la circolazione extracorporea e con la ventilazione nello stesso giorno.  Si è trattato di una ripresa senza precedenti nella letteratura medica.

Sebbene l’unità intensiva neonatale sia un posto incredibilmente duro noi abbiamo sperimentato il tratto più buio e più brillante della vita umana. Dopo un barlume della profondità della morte fino all’intervento sovrannaturale di Dio che ha fatto respirare una nuova vita. Dal vasto potenziale delle mani umane e delle menti al potere dell’unità di migliaia di persone che si sono unite insieme nello spirito per una causa, è stato come vedere ogni sermone ogni verso, ogni devozione, parola di fede e cura avvenire davanti a noi, è una cosa bellissima da dire, il fatto di aver assistito e sperimentato quelle cose. Ellie Faith ora sta benissimo. La guardiamo ogni giorno e ringraziamo Dio per la sua vita. Lei ha cambiato completamente il mio modo di pensare nella vita. Ho un nuovo apprezzamento per mio marito e i miei figli, la mia relazione con Gesù non sarebbe dov’è se non avessi attraversato tutti i problemi di salute con Ellie.”

Ellie ha avuto un danno al cervello per la mancanza di ossigeno e svolge diverse terapie, a livello fisico e cognitivo è indietro di 6 mesi rispetto ai coetanei, ma i medici sono comunque stupiti. “Lei stupisce ogni singolo medico che incontra. Lei è un completo miracolo e ha già cambiato molte vite. Prego che la mia bellissima Ellie, che mi ha già insegnato tanto sulla Fede, la insegni anche a voi. Allora capirete che Gesù è sempre con voi nei momenti più difficili della vita. Continuate ad andare avanti perché lui è con voi”.

Segue il video pubblicato sul profilo facebook del papà di Ellie che racconta la sua incredibile storia:

Unimamme, voi cosa ne pensate di questa intensa vicenda di cui si parla su Love What Matters?

Noi vi lasciamo con la storia di una mamma il cui figlio è nato prematuro e con la testa a uovo.


Universomamma è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato dalle nostre notizie seguici qui: Universomamma.it