Scoperta una falsa oncologa che non si era mai laureata ma curava molti pazienti, tra cui anche bambini.

Simona Salvatori è una donna che si è finta a lungo oncologa pediatrica con un curriculum fatto di prestigiosi lavoro e collaborazioni.

A far scoprire l’incredibile truffa è stata una mamma, Valentina Codignone, che aveva contattato la sedicente dottoressa tramite WhatsApp, la quale si era subito detta disponibile a curare a domicilio il figlio, di nome Edoardo, della donna.

La mamma però era rimasta insospettita per l‘entità delle spese per le medicine:

  • 400 Euro per una scatoletta di capsule (poi rivelatesi vitamine)
  • e 900 Euro per un farmaco di nome Previgen.

La falsa oncologa aveva indicato la somministrazione per via orale, la mamma però aveva scoperto che quel medicinale veniva somministrato solo per via endovenosa.

Per tranquillizzare ulteriormente questa mamma la finta dottoressa aveva inviato sempre sul telefono una finta relazione del dottor Aiuti, con il quale millatava di collaborare, il quale diagnosticava una lieve leucopenia linfocitica.

La donna infatti vantava di aver lavorato con l’immunologo Ferdinando Aiuti e di aver frequentato l’altrettanto noto ematologo Franco Mandelli, recentemente scomparso.

La mamma che ha poi fatto la denuncia al commissariato di Prenestino, era comunque rimasta piuttosto perplessa dal comportamento della donna e dalle medicine prescritte, così  si era rivolta all’ospedale presso cui la Salvatori diceva di lavorare: il Bambin Gesù, ma lì nessuno la conosceva.

Poi l’ordine dei Medici di Roma ha fatto emergere la verità: Simona Salvatori non era un medico.

Sono scattate le indagini e, durante una perquisizione, gli investigatori hanno trovato siringhe, risultati di analisi, flaconi, timbri e ricettari, ma anche attestati specialistici falsamente firmati dal ministro Lorenzin.

Inoltre figuravano anche l’attestazione del Presidente del Comitato di bioetica in Vaticano e la titolarietà di diverse cattedre.

La donna aveva iniziato a raggirare i genitori dei compagni di scuola dei figli, vicini di casa o persone conosciute al supermercato.

Aveva persino venduto un posto di lavoro: 10 mila Euro per un’assunzione in Vaticano.

La donna simulava prelievi e cure, mettendo a repentaglio la salute di piccoli malati.

I risultati delle analisi erano inventati, mentre per i pagamenti, senza fattura, come quelli di chi l’ha smascherata, chiedeva un bonifico su un conto corrente intestato a un’altra persona.

La polizia ha scoperto che aveva chiesto 15 mila Euro per un vaccino antitumorale, a un uomo affetto da linfoma di Hodkin invece aveva prescritto una cura preventiva da 4 mila Euro.

Le finte cure non riguardavano solo i malati di tumore, a una ragazza adolescente che soffriva di anoressia la donna aveva sconsigliato il ricovero, prescrivendo invece farmaci da 700 Euro e poi diagnosticando problemi inesistenti alle ovaie.

Ora è stata condannata in rito abbreviato, dopo aver patteggiato, a 3 anni e tre mesi per truffa, esercizio abusivo della professione e somministrazione di medicinali in modo pericoloso.

Unimamme, cosa ne pensate della condanna e di tutta questa storia raccontata su Il Messaggero? Come si può arrivare a tanto: giocare con la salute delle persone e dei bambini.

Noi vi lasciamo con la truffa della candeggina per curare l’autismo.