Una nipote racconta come mantiene il legame con la nonna tanto amata.

Una nonna e sua nipote: un legame molto forte.

Dal primo giorno io e mia nonna abbiamo avuto una forte relazione. Ero nata nel giorno del suo 39° compleanno in un freddo mattino di dicembre. La prima di 7 nipoti.

Abbiamo condiviso 45 compleanni insieme, di solito con 2 torte fianco a fianco. Negli anni abbiamo condiviso tante esperienze insieme. Campeggi, fine settimana di shopping, giochi di carte sul tavolo,  la lista potrebbe proseguire. Ma i miei momenti preferiti con la nonna erano quelli tranquilli in cui potevamo sederci e parlare. In persona o via telefono potevamo parlare di tutto.

Come molte persone della sua generazione era un’anima amorevole che si potrebbe descrivere come “chi ti darebbe anche la camicia”.

Più avanti nella vita ho scoperto quanto fosse vero.

Quando avevo 10 anni ho preso la polmonite e sono quasi morta. I miei genitori hanno assunto un’infermiera per occuparsi di me. Non ho mai pensato quanto l’avessero pagata finché mio nonno me l’ha detto, anni dopo. Ha detto: “Mit, tua nonna faceva i tripli turni al negozio per aiutare tua mamma a pagare l’infermiera. Tornava a casa con le dita che sanguinavano dal cucire così tante scarpe. Si lavava in fretta e correva da te, per assicurarsi che stessi bene. Questo è quanto ti ama”. 

Parliamo di AMORE. Non ho mai confermato la storia con mia nonna perché credo che non ne avrebbe voluto il credito.

Un’umile, bellissima anima che per me senza conoscere la storia, era la miglior nonna del mondo.

Il mondo è crollato quando le hanno diagnosticato un cancro, ma secondo il suo modo di vivere la nonna ha combattuto duro e dopo 2 anni le hanno detto che aveva vinto. Quindi siamo rimasti stupiti quando, due anni dopo, i medici hanno annunciato che il cancro era tornato e che non c’era niente che potessero fare per lei. Ho chiacchierato tanto con lei in quegli ultimi mesi, ma ce n’è una che non dimenticherò facilmente.

La sua ultima notte è stata quando ero di turno. Abbiamo riso e mangiato cinese, mentre guardavano alcuni dei suoi show favoriti in televisione che parlavano del no profit. Avevo iniziato a chiarmarla in suo onore Sorriso nella tempesta. Quando abbiamo finito ho tenuto la sua mano e ho detto: “nonna, quando andrai in Cielo, per favore inviami tanti penny così saprò che sei vicina”.

Lei ha riso e ha detto: “va bene”. La nonna è morta dopo 2 giorni, la sera del Giorno del Ringraziamento.

Dopo la sua morte ho iniziato a trovare dei penny. Non solo pochi, ma dozzine e dozzine. Le dozzine si sono trasformate in migliaia. Mia mamma ha scherzato e ha detto: “Michelle avresti dovuto dirle di mandare biglietti da 20 dollari. Ma i penny per me sono perfetti perché sono esattamente ciò che ho chiesto. Sorrido quanto ne trovo uno e sussurro: grazie nonna ti voglio bene”.

Ho trovato penny nei posti più strani. Una stanza dove era appena stato passato l’aspirapolvere, nella doccia, in una scatola che conteneva un ornamento che le avevo dato. Ho deciso di tenerli tutti. Li ho stipati nel più vecchio barattolo di Mason che ho trovato. Volevo fare qualcosa di speciale con alcuni ma non ero sicura di cosa.

Quando ci siamo avvicinati a 4 anni dalla sua morte ho capito cosa volevo fare con i miei penny dal cielo. Con l’aiuto di mio marito ho assemblato alcune tavole del granaio e ho iniziato ad incollare ogni penny.

I ricordi di mia nonna hanno invaso la mia mente mentre cadevano le lacrime. Un cuore, doveva essere un cuore perché che altro poteva simboleggiare un così profondo amore?

Ho tirato fuori una tessera che mi aveva dato e l’ho scannerizzato nel computer. Mio marito ha tracciato baci e amore nonna. Quando la mia macchina Cricut ha stampato il tocco finale. I miei occhi si sono riempiti di lacrime, il mio cuore si è riempito di amore.”

Unimamme, voi cosa ne pensate di questo messaggio pubblicato su Love What Matters?

Noi vi lasciamo con indicazioni su come va tutelato il rapporto coi nonni.