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Prostituzione a Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Virginia Raggi contro lo sfruttamento della prostituzione a Roma: “Puniamo i clienti”. La proposta di nuovo regolamento.

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, decide di usare il pugno di ferro contro la prostituzione sulle vie della Capitale e soprattutto contro il suo sfruttamento. “Puniamo i clienti delle prostitute“, annuncia Raggi e “tuteliamo le ragazze sfruttate“.

Virginia Raggi contro lo sfruttamento della prostituzione propone punizioni per i clienti

Una posizione netta e chiara quella di Virginia Raggi, sindaca di Roma, contro lo sfruttamento della prostituzione. Con l’adozione del nuovo Regolamento di Polizia urbana di Roma, per combattere la prostituzione sulle strade, la Capitale si prefigge di punire i clienti e tutelare le ragazze sfruttate.

L’annuncio arriva a commento della sentenza della Corte Costituzionale che ha confermato la legittimità della legge Merlin – che nel 1958 aveva introdotto i reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione – affermando che prostituirsi non è mai un atto libero. “La scelta di vendere sesso è quasi sempre determinata da fattori che limitano e condizionano la libertà di autodeterminazione dell’individuo“, ha scritto la Consulta nella sentenza n.141 del 7 giugno.

Virginia Raggi ha accolto con favore la sentenza, commentando su Twitter: “Bene la sentenza della Corte Costituzionale: la prostituzione non è mai una scelta. Con il nuovo Regolamento di Polizia urbana di Roma, approvato dopo oltre 70 anni, tuteliamo le ragazze sfruttate e puniamo i ‘clienti’. #LaDonnaNonSiCompra”.

Il nuovo regolamento di Polizia urbana di Roma, appena approvato dall’assemblea capitolina, prevede il cosiddetto “daspo e sanzioni nei confronti dei clienti” delle prostitute “e per chi adotta comportamenti osceni, nelle modalità già previste dal decreto Minniti”, si legge sul sito web di Roma Capitale.

Il daspo urbano è una misura prevista da febbraio del 2017 che prevede che sindaco e prefetto possano vietare l’accesso a determinate aree della città per 48 ore. Termine che può arrivare fino a 60 giorni (erogati dal Questore) in caso di recidiva.

Alcune norme riguardano la tutela della dignità delle persone e il contrasto ai fenomeni criminosi di sfruttamento della prostituzione e della tratta di esseri umani – si legge ancora sul sito web -. Norme che hanno l’obiettivo di ridurre il senso di insicurezza e allarme sociale generato dal fenomeno della prostituzione e garantire la sicurezza della circolazione stradale, ma anche di offrire tutela alle persone vittime di sfruttamento“. Inoltre, “il nuovo regolamento prevede il divieto di assumere comportamenti diretti inequivocabilmente a offrire prestazioni sessuali, di ingaggiare o concordare prestazioni e ad appartarsi in luogo pubblico con soggetti che esercitino l’attività di meretricio e, oltre a quanto già previsto dal Codice della Strada, eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione“.

L’Amministrazione Capitolina si propone inoltre di offrire una tutela concreta alle persone vittime di prostituzione, violenza e sfruttamento, “offrendo interventi di sostegno psicologico e reinserimento presso strutture di accoglienza dedicate“. In merito a “educazione e recupero, qualora il soggetto responsabile della violazione aderisca a un progetto di sensibilizzazione sulle tematiche del contrasto al fenomeno della prostituzione e della tratta, organizzato da Roma Capitale, verrà applicata la sanzione in misura minima“.

Il regolamento di Polizia Urbana non veniva aggiornato dal 1946. Dopo oltre 70 anni è stata approvata la sua revisione dall’assemblea capitolina, dopo tre sedute di discussione, con 26 voti favorevoli, 3 astenuti e nessun contrario.

Tra i provvedimenti previsti dal nuovo regolamento alcuni hanno fatto molto discutere, come il divieto di cantare sui mezzi pubblici, stendere i panni tra i palazzi, “attaccarsi” alle cannelle delle fontanelle quando si beve, utilizzare strumenti musicali in luoghi pubblici (salvo previa autorizzazione), il divieto di esporre in vetrina articoli od oggetti erotici o lesivi della dignità della persona da parte dei titolari di esercizi commerciali di ogni tipo (non più solo sexy shop), anche il divieto di passare con trolley, passeggini e carrozzine su gradini e rampe di scalinate di interesse storico-artistico come Trinità dei Monti (andranno sollevati o utilizzati, se presenti, gli ascensori) per evitarne il danneggiamento. Inoltre sono stati messi al bando i figuranti vestiti da centurioni davanti ai monumenti come il Colosseo. Ulteriori divieti riguardano anche la vendita e il consumo di bevande alcoliche. Non è passato, invece, l’emendamento di Fratelli d’Italia per vietare le bestemmie e il turpiloquio in pubblico.

Il regolamento completo si può leggere sul sito web di Roma Capitale.

Voi unimamme che ne pensate? Siete d’accordo con i provvedimenti del nuovo regolamento di Roma?

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