Prima o poi arriva il momento di scegliere se dare o meno la cosiddetta “paghetta” ai nostri bambini. E come se un solo dubbio non bastasse, ecco che ne arrivano subito altri: A che età? Quanto è giusto dare?
Da Londra arriva uno studio che può aiutare a fare luce sull’argomento: Sarah Brown e Karl Taylor, del Dipartimento di Economia presso l’Università di Sheffield, hanno condotto uno studio su più di 6mila bambini tra i 15 e i 16 anni, per capire la correlazione tra l’atteggiamento dei genitori verso la paghetta e la propensione al risparmio dei figli.
Ecco le conclusioni come possiamo leggere su Il Giornale: “dare soldi regolarmente ogni settimana è controproducente e deleterio per la crescita “economica” del proprio figlio. La paghetta renderebbe i bambini dipendenti e con meno attitudine al risparmio. Attenzione, è giusto dare i soldi ma, avvertono gli esperti, soltanto in cambio di un compito da portare a termine. Niente “stipendio” fisso; è preferibile una retribuzione “a progetto” per così dire. (…) aumentare soltanto dell’1% la paghetta riduce di un quinto la probabilità che il bambino possa conservare qualcosa nel salvadanaio. È preferibile, sostengono gli studiosi, far fare loro lavoretti e gratificarli, premiandoli, con piccole somme.”
E in Italia? Uno studio del True teen study condotto da TNS Italia del 2010, e pubblicato a suo tempo da L’Espresso, cosi ci dipinge:
“Sugli 810 ragazzi dai 12 ai 19 anni (rappresentativi degli oltre 4 milioni e mezzo di teenager italiani) che hanno compilato il questionario on line, l’80 per cento ha dichiarato di ottenere soldi semplicemente chiedendoli a padre e madre. Una cifra molto più alta della media europea, che si aggira intorno al 70 per cento, e scende ancora di più nei paesi del vecchio continente che non si affacciano sul Mediterraneo. In Germania, Svezia e Finlandia insomma, solo per citare tre esempi, quando un figlio chiede contante non è affatto certo di essere soddisfatto, perché la spesa viene valutata con attenzione. In Italia e nei paesi latini invece soltanto in due casi su dieci il ragazzo si sente rispondere picche.”
Quindi secondo lo studio del 2009: “In Inghilterra un ragazzino prende in media 7 euro a settimana, da noi si danno anche 40 euro. E quasi mai sono il frutto di compiti o mansioni.”
Sarebbe interessante capire se la cifra è la stessa anche in tempo di crisi. Voi cosa ne pensate?
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