Non so voi, ma io prima di essere incinta ero piuttosto ignorante sul mondo dei bambini. Cioè sapevo che sono degli individui con una lunghezza variabile tra i 50 cm e un metro e 20 cm, produttori di cacca e pipì, impegnativi, ma anche tanto affettuosi.
Quando aspettavo Paola e vedevo per strada come si comportavano le altre mamme, sorridevo tra me e me e mi dicevo: “Tzè, io non farò mai così“. Insomma, non so per quale motivo, mi ritenevo superiore, pensando di essere molto meglio degli esempi che osservavo e di cui venivo a conoscenza. Soprattutto credevo, ahaahah, che la neonata avrebbe da subito obbedito alla mamma (cioè io) e che avrebbe dormito, mangiato, fatto i suoi bisogni in momenti della giornata precisi. Insomma che mia figlia avesse 50 anni nel corpo di una bambina neonata.
Siccome la vita non finisce mai di sorprenderti, dopo aver partorito (qui ho raccontato la mia verità), ho dovuto rivedere tutte le mie posizioni in materia di “mammità”.
Il parto, e di questo ne sono profondamente convinta, è una sorta di rinascita: lasci un pezzettino di te almeno per un po’ (l’essere “cazzoni”, dormire fino a tardi, l’amore libero con il proprio compagno) per dare la priorità ad un’altra vita, che sebbene occupi poco spazio, ha la forza dirompente di un uragano. In mezzo a questo tu, donna, diventi altro, quasi senza rendertene conto: nel mio caso 24 minuti, il tempo del mio cesareo.
Vi faccio alcuni esempi:
Oppure.
Oppure ancora.
E voi? Che cosa pensavate di non fare prima di diventare mamma e che invece avete fatto? 😀
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