Diagnosi+precoce+dell%26%238217%3Bautismo+grazie+allo+studio+della+placenta
universomammait
/2013/09/11/autismo-diagnosi-precoce-possibile-grazie-allo-studio-della-placenta/amp/
Salute e benessere bambini

Diagnosi precoce dell’autismo grazie allo studio della placenta

Published by
Michele

Il problema dell’autismo e della sua diagnosi sono una sorta di “spada di Damocle” che pende sulle famiglie di moltissimi bambini, e ne abbiamo già parlato diverse volte.

Negli Stati Uniti si stima che nelle scuole almeno 1 bambino su 50 potrebbe risultare affetto da autismo e la diagnosi completa non è immediata. Ci vogliono anni infatti prima di poter dire con certezza che il bambino soffre di questa forma di malattia e, una volta scoperto, ciò che terrorizza i genitori è il fatto che sia “per sempre”.

Maria Dominici, la mamma di Jaya, una bambina autistica di 12 anni, ha raccontato che il sospetto che sua figlia fosse affetta da autismo lo aveva avuto già dopo il 1 anno di vita, ma la diagnosi effettiva e completa è arrivata solo ai 3 anni. E come Jaya, tanti altri bambini vengono dichiarati autistici solo tra i 3 e i 5 anni.

Un esame della placenta può aiutare a diagnosticare l’autismo dalla nascita

Arriviamo ora alla buona notizia: grazie ad un semplice esame della placenta, l’organo preposto allo scambio tra mamma e bambino, il rischio che un bambino sviluppi l’autismo potrebbe essere diagnosticato con molto anticipo, già dalla nascita.

Partendo dall’osservazione di un ricercatore che aveva notato la presenza di piaghe anomale nelle placente di alcuni bambini successivamente diagnosticati con autismo, gli scienziati dell’università di Yale School of Medicine e dell’Università di California Davis  hanno deciso di  analizzare ben 117 placente di famiglie dette “a rischio”, con almeno un bambino con autismo, per confrontarle con 100 di controllo, ossia di famiglie senza bambini affetti da tale disturbo.

Dallo studio, pubblicato nel sito Biological Psychiatry, è emerso che le placente a rischio presentavano diverse piaghe e crescite cellulari anomale a livello del trofoblasto, tessuto cellulare che serve a nutrire l’embrione e che da origine alla placenta stessa.

Se questo studio verrà confermato, sarà quindi possibile utilizzare la placenta come indicatore chiave nell’individuare i neonati a rischio di autismo. Ciò consentirà di  intervenire prima,  quando cioè  il cervello del bambino, essendo ancora molto piccolo, è maggiormente sensibile alle cure, proprio perché ancora nel primo anno di vita,  e quindi  di migliorare la qualità della vita del bambino e della famiglia.

Speriamo quindi che arrivino presto nuove conferme e che una diagnosi precoce sia presto realtà! E voi unimamme, che ne pensate?

Michele

Recent Posts

  • Alimentazione dei bambini

Cibi e allergeni: le nuove disposizioni per i bambini fino ai 12 anni

Questo articolo esplora le nuove disposizioni su cibi e allergeni per i bambini, sottolineando l'importanza…

2 giorni fa
  • Salute e benessere bambini

Malanni di stagione: come non andare in panico se tuo figlio ha la febbre alta

Questo articolo offre consigli pratici su come gestire la febbre alta nei bambini, riconoscere i…

1 settimana fa
  • Allattamento

Ruttino neonato: mito o necessità? La verità e come farlo nel modo giusto

Dopo ogni poppata, i genitori attendono con ansia il momento in cui il loro piccolo…

1 settimana fa
  • Scuola

Compiti a casa: un incubo? Come trasformare lo studio in un gioco

Pianti disperati e proteste per non fare i compiti a casa sono scene quotidiane in…

1 settimana fa
  • Salute e benessere in gravidanza

Gonfiore addominale in gravidanza: cause e rimedi

Questo articolo esplora le cause dei gonfiori addominali in gravidanza e offre consigli pratici per…

1 settimana fa
  • Adozione e affido

Celebrità adottate: ecco 9 incredibili storie poco conosciute

Nel mondo dello showbusiness ci sono diverse celebrità adottate di cui si sa molto poco:…

1 settimana fa