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Il contatto fisico con i nostri figli è questione di vita: lo dice la scienza

Published by
Valentina Colmi

Ormai è cosa risaputa che avere un contatto fisico con i nostri figli fin da neonati non è dare loro un vizio. Anzi, gli studiosi hanno scoperto che proprio la mancanza del “tocco” può provocare nei bambini degli scompensi, non soltanto dal punto di vista affettivo, ma anche caratteriale.

L’importanza del contatto fisico tra genitori e figli

Ad esempio la dottoressa Tiffany Field , direttrice del Touch Research Institute (TRI), ha condotto una serie di studi trans-culturali esaminando il livello di contatto fisico e di rabbia in alcuni bambini in età prescolare e nell’adolescenza della Francia e degli Stati Uniti.

Queste le principali conclusioni:

  • i soggetti in cui il contatto fisico è sempre stato presente si rivelano equilibrati,
  • coloro che non hanno avuto questo passaggio nell’infanzia, oltre ad avere dei problemi comportamentali, si sono poi rifugiati in altri tipi di “conforto”, come l’alcol e le droghe.

Abbracciando i propri figli si libera l’ossitocina, che viene denominato anche “l’ormone dell’amore“. Non è un caso, infatti, che fin dalle prime ore di vita si inducano le madri a instaurare un contatto pelle a pelle con il proprio neonato: il bambino infatti si abituerà al calore della mamma, ma non soltanto, perché riceverà appunto quella prima dose di sicurezza che lo renderà successivamente un bimbo autonomo e si spera felice.

Anche sui bambini nati prematuri viene esercitata quella che si chiama la “marsupio terapia“: li si contiene in un abbraccio, in modo che ne traggano beneficio dal punto di vista fisico.

Abbiamo visto che il contatto non è solo una manifestazione d’affetto, ma anche e forse soprattutto una medicina per i piccoli. Lampante è la storia di Kate Ogg, che tanto ci ha emozionato, una mamma che abbracciando suo figlio nato prematuro, l’ha tenuto in vita dopo che i medici lo avevano dato per “spacciato”.

D’altronde, se ci pensiamo bene, anche quando siamo innamorati abbiamo voglia di toccare l’altra persona, di baciarla, di abbracciarla. Se amiamo una persona, in questo caso i nostri figli, coccoliamoli, abbracciamoli, riempiamoli di carezze: quando, tra molti anni, saranno, ce lo auguriamo, delle persone autonome e senza particolari carenze, sarà anche un po’ merito nostro.

E voi unimamme che ne pensate? Eravate al corrente del potente effetto del tocco?

Valentina Colmi

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