Ormai è risaputo che il lavoro è un tasto dolente: secondo l’Istat, infatti, i giovani disoccupati sono arrivati al 40% e sembra che i senza impiego siano destinati a crescere.
Fondamentali allora si rivelano le scelte fatte durante il percorso di studi: è più probabile che laureati in materie scientifiche e altamente professionalizzanti siano più richiesti rispetto a chi si laurea in lettere. Questo per una pura questione statistica: chi è in grado di ragionare secondo complessi schemi matematici è in numero minore rispetto a chi si iscrive a corsi più “generali”.
Il sito careercast.com ha pubblicato un’interessante classifica: i lavori peggiori del 2013. E lo ha fatto raccontando la storia di Rochelle Gilken, giornalista di cronaca nera per il Palm Beach Reporter che ha raccontato lo stress di sei anni di lavoro mal pagato, senza soste e senza prospettive. Gilken ha due figli e la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia si è rivelata impossibile.
Il giornalista allora è uno dei peggiori lavori? Ebbene si, si conquista addirittura il primo posto della classifica per il basso stipendio e la bassa (se non addirittura minima) possibilità di carriera.
Eccovi gli altri:
Insomma, alla luce di questa classifica, cosa consigliereste ai vostri figli…di non fare???
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