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Categoria Allattamento Famiglia Parto o taglio cesareo: come avviene e quali rischi comporta

Parto cesareo con il metodo Stark: ecco cos’è

Published by
Valentina Colmi

 

Come sapete, mi figlia Paola è nata con un parto cesareo d’urgenza: avevo sognato per nove mesi il parto perfetto e invece è andato tutto storto. Comunque, il peggio è passato: la mia nanetta è qui e lotta insieme a noi. Il punto è: si può avere un cesareo meno traumatico?

Sappiamo tutte che subirlo è un’operazione chirurgica a tutti gli effetti, la ripresa è più lunga, ci sono i punti della ferita che tirano e può avvenire anche qualche intoppo con l’allattamento (non sempre per fortuna). Se è possibile partorire naturalmente dopo un cesareo con il cosiddetto VBAC, è appunto possibile, se non si può evitare, avere un cesareo, per così dire, meno cesareo? 

Gli studi dicono che una donna deve essere sottoposta ad un secondo cesareo dopo il primo per evitare il rischio di rottura dell’utero a causa delle contrazioni di un parto naturale. In realtà, se tra un parto e l’altro passano 36 mesi, questo pericolo è pressoché uguale a zero. Se però, per patologie della mamma o rischi del bimbo, non si può fare a meno di ricorrere al cesareo, si può praticare il metodo Stark.

Il metodo Stark è una tecnica chirurgica messa a punto appunto dal medico da cui prende il nome. Conosciuto anche come “piccolo taglio cesareo” o anche “taglio cesareo dolce”, presenta dei vantaggi rispetto al taglio cesareo classico:

  • minor dolore della madre
  • minimo danno ai tessuti
  • rapido recupero post-operatorio
  • rapida ripresa dell’attività intestinale e dell’alimentazione
  • tempi operatori dimezzati, al massimo 25 minuti.

In che cosa consiste? Si tagliano i tessuti con bisturi e forbici ed è il medico che apre l’addome e l’utero attraverso le dita, dividendo manualmente le fibre, di modo che si aprano lungo le linee di cedimento naturali. In questo modo i tessuti sono meno danneggiati e c’è bisogno di pochissimi punti di sutura (io ne ho avuti 21).

Inoltre, per motivi estetici e per far provare meno dolore dopo l’operazione, la ferita si può richiudere con una sutura intradermica, cioè senza alcun punto di sutura esterno da dover rimuovere dopo una settimana.

Unica controindicazione: è necessaria una grande manualità del chirurgo per praticare questo tipo di intervento.

E voi unimamme? Avete mai sentito parlare della tecnica Stark? E l’avete provata per il vostro parto?

Valentina Colmi

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