Insegnare+ai+bambini+a+rispettare+le+loro+parti+intime+previene+abusi+sessuali
universomammait
/2014/01/02/pene-e-vagina-sono-parti-intime-private-e-va-insegnato-ai-bambini/amp/
Scuola

Insegnare ai bambini a rispettare le loro parti intime previene abusi sessuali

Published by
Francesca Nicoletti

Care unimamme, in altre occasioni, abbiamo trattato di casi di pedofilia e di abusi sui minori, oggi, invece, vogliamo parlare di educazione sessuale e, nello specifico, del metodo utilizzato da Kate Rohdenburg, nota educatrice americana, nell’approcciare i bimbi della scuola elementare ed1 il loro rapporto con le parti intime del corpo.

Educazione sessuale

Gli educatori che si occupano di prevenzione relativa agli abusi sessuali, vogliono che i bambini capiscano che le “parti intime” sono private, cioè che non vanno condivise con gli altri, ma vogliono anche che gli stessi imparino a parlarne con i termini giusti, ovvero quei termini che i linguisti definiscono “standard”, piuttosto che usare neologismi o eufemismi.

Una mattina , Kate Rohdenburg, che si occupa di prevenzione della violenza sessuale, si è seduta sul pavimento di una classe di prima elementare, tenendo in braccio due bambole di plastica, un maschio e una femmina, ciascuna con il proprio pannolino di stoffa in miniatura. Dopo mezz’ora di lezione aveva già trattato i concetti fondamentali per la prevenzione sugli abusi sessuali a danno dei minori:

  • il consenso
  • l’empatia
  • le regole comportamentali
  • la privacy.

La Rohdenburg ha poi chiesto ai 22 bambini di sei anni che la ascoltavano, mostrando loro le bambole: “Quali parti hanno in comune?”. Le risposte non hanno tardato ad arrivare:

  • faccia,
  • naso,
  • pancia,
  • bocca,
  • dita dei piedi.

Un bimbo ha addirittura urlato : “Tutti abbiamo un cuore!” E un altro “Entrambi hanno peni!”, suscitando una raffica di risate felici. “Credi?” chiese la Rohdenburg. “Tutti hanno un pene?”. Tutti i bimbi risero prendendo in giro il bimbo che aveva fatto quella affermazione.

Nell’ultimo anno, Kate Rohdenburg, che lavora in New England,ha detto di aver parlato di “pene” e “vagina” a più di 500 bambini in molte aule scolastiche delle scuole pubbliche e di aver usato questi termini con gli scolari, gli insegnanti ed i genitori per trattare la prevenzione sugli abusi sui minori nelle scuole, consigliando loro di usarli senza remora o vergogna.

Laura Palumbo, una specialista di prevenzione della National Sexual Violence Resource Center (NSVRC), un centro americano di informazione e supporto circa la violenza sessuale,  sostiene che insegnare ai bambini i termini anatomicamente corretti:

  • promuove un’immagine positiva del corpo,
  • stimola la fiducia in se stessi,
  • aiuta i bambini e gli adulti a parlarne senza paura, in caso di abuso, tenendo inoltre presente che la comunicazione tra genitori e figli scoraggia gli autori.

L’utilizzo di un linguaggio semplice e preciso, anche in parte “freddo”, per descrivere il corpo umano può aiutare i bambini a vivere una vita più sana. Educatori e genitori dovrebbero comunicare quindi con più precisione, non importa se il bambino è di sette o diciassette anni. I genitori sono gli insegnanti più importanti nella vita dei propri figli.

Da una ricerca effettuata risulta che 34% degli abusi effettuati sui minori avvengono nella sfera familiare, il 10% riguarda ambienti scolastici o centri sportivi. Usando i termini giusti, e parlando apertamente, diamo la possibilità ai nostri bambini di segnalare il loro disagio, che sia ai genitori, alle forze dell’ordine o agli specialisti dei servizi sociali.

Tornando in aula, insieme a Kate Rohdenburg e alle sue bambole, la specialista ha poi continuato la sua spiegazione dicendo: “I bambini hanno alcune parti del corpo che sono uguali e alcune che sono differenti.(…) Con il pannolino, è davvero difficile dire quali siano le parti diverse – a meno che non si voglia scoprire la parte privata del bambino”, e poi subito ha domandato:Perché l’ho chiamata parte privata?”. I bambini hanno risposto: “Perché lo è!”.

Infine, con i bambini vicino, ha posato le bambole sulla schiena e ha cominciato a cambiare loro i pannolini.

Pene!” gridarono i bambini, vedendo il bambino privo di pannolino. E per il secondo bambino dissero “Vagina!”, ridendo.

Insomma, la lezione ha sortito lo scopo!

E voi unimamme, che ne pensate?

Siete d’accordo con la Rohdenburg, ed in generale, con gli educatori che vogliono che i bambini capiscano già a 6 anni che le loro parti intime sono private e offlimits per gli altri? E su come le debbano chiamare?

Parliamone!

Vi lasciamo con 5 regole da insegnare ai bimbi per difendersi da abusi sessuali.

Francesca Nicoletti

Recent Posts

  • News

Se ti senti poco lucida mentalmente forse hai bisogno di una dose speciale di grassi

Questo articolo esplora come l'inclusione di grassi sani nella dieta, come olio d'oliva, noci e…

5 giorni fa
  • News

Devi conservare il latte? Una guida pratica per le neo mamme

Questo articolo offre consigli pratici su come conservare correttamente il latte materno, sottolineando l'importanza dell'igiene,…

1 settimana fa
  • Moda e bellezza in gravidanza

Abbigliamento premaman: come vestire con stile durante la gravidanza

La gravidanza è un periodo di grandi cambiamenti, non solo a livello emotivo e fisico,…

1 settimana fa
  • Rimanere incinta

Rimanere incinta: i segreti antichi e quelli moderni che funzionano davvero

Avere un bambino rappresenta un traguardo significativo per molte coppie, tuttavia, il percorso verso il…

1 settimana fa
  • Coppia in gravidanza

Sindrome di Couvade: quando anche l’uomo si sente “incinto”

Con la sindrome di Couvade anche l'uomo si sente incinto, cioè percepisce tutte le sensazioni…

1 settimana fa
  • Salute e benessere in gravidanza

Complicazioni inaspettate in gravidanza: un’analisi multidisciplinare tra ginecologi, neonatologi e anatomopatologi

Questo articolo esplora come una gravidanza apparentemente tranquilla può cambiare rapidamente, sottolineando l'importanza di un…

1 settimana fa