Perché una bimba non può, che so, usare gli attrezzi per far finta di essere un meccanico? Perché non può costruire un ponte con i lego o giocare alle macchinine?
Secondo questo post dell’huffington post, però non sono solo io a pensare che i giochi siano eccessivamente orientati per genere. Paradossalmente i pubblicitari sembrano essere più avanti nel 1981 con la pubblicità dei Lego, in cui non c’erano riferimenti di “lei” o “lui”: semplicemente si trattava di un gioco divertente per tutti (e se ci fate caso la bimba della pubblicità non è vestita con i pizzi e i cuoricini, ma con un paio di jeans). Non a caso lo slogan “Quello che è è meraviglioso” non indica particolari attenzioni al fatto che un tradizionale gioco di costruzione sia stato compiuto da una femminuccia.
Oggi invece i principali marchi di giocattoli hanno deciso che i bisogna per forza, se si vuole vendere, separare sempre di più le due strade e alle bambine “toccano” giochi anche esteticamente belli, glamour, più smart. Esattamente come devono essere le bimbe di oggi, non trovate?
Ecco allora una carrellata dei marchi che hanno subìto un restyling, con il prima e il dopo:
E voi unimamme, cosa ne pensate di questa deriva dei giochi per bimbi?
Contrarie o favorevoli?
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