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Travaglio

Partorire “ridendo”? E’ possibile!

Published by
Valentina Colmi

Il sogno di ogni donna sconvolta dai dolori del travaglio è quello di partorire nella maniera meno drastica possibile. Si può per esempio partorire “ridendo“? Beh, magari il bambino non verrà al mondo mentre la mamma ride a crepapelle, ma comunque si può impiegare il protossido d’azoto, meglio noto come gas esilarante, che permette di vivere il travaglio in maniera più “leggera”.

Travaglio: un metodo alternativo

Il protossido di azoto viene somministrato attraverso una mascherina collegata a una bombola, che contiene 50% di protossido d’azoto e 50% ossigeno.  L’apparecchiatura, come riporta il sito saperidoc,  è dotata di una valvola che eroga il gas solo quando la donna lo respira, mentre in altri momenti si blocca.

Si tratta di una pratica già molto utilizzata nei paesi anglosassoni, in particolare in Canada, mentre in Italia comincia solo ora ad essere conosciuta ed impiegata in alcuni ospedali come ad es.

  • la Clinica Mangiagalli
  • l’Ospedale Buzzi a Milano,
  • l’Ospedale Careggi di Firenze,
  • l’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli
  • l’Ospedale SS. Pietro e Paolo di Borgosesia.

Il gas esilarante permette, rispetto ad esempio all’anestesia epidulare, di avere maggior controllo sul proprio corpo, in modo da assumere tutte le posizioni che vuole, partecipando attivamente al parto. Il protossido infatti agisce sul sistema nervoso rilassando i muscoli.

Si può attuare da quando la donna è dilatata e quando le contrazioni diventano di maggiore intensità.

La cosa più importante è che il bambino non risente del gas, che è molto “rapido” nell’inalazione.

In Italia la sua diffusione non è ancora così capillare perché fino ad un paio di anni fa il protossido d’azoto era registrato come gas medicale e il suo utilizzo era limitato solo alle sale operatorie. Oggi con la nuova formula in bombole al 50% di ossigeno può essere impiegato nelle sale parto, ma anche dai dentisti, per tranquillizzarli durante le cure odontoiatriche, come vi abbiamo raccontato poco tempo fa.

E voi unimamme? Cosa ne pensate? Lo sapevate?

Valentina Colmi

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