Eccoci nuovamente a parlare di Papa Francesco, un Papa nuovo, rivoluzionario per certi versi, unico. E l’incontro avvenuto in Vaticano ne è la prova.
Si tratta infatti di un incontro storico: papa Francesco, i presidenti di Israele e Palestina, Shimon Peres e Abu Mazen, quello di domenica: i tre leader infatti, con anche il patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo si sono riuniti in Vaticano per invocare la pace in Medio Oriente.
Prima dell’invocazione, queste le parole dei 3 leader, che meritano di essere lette tutte:
Papa Francesco: “Spero che questo incontro sia l’inizio di un cammino nuovo alla ricerca di ciò che unisce, per superare ciò che divide. La vostra presenza è un segno di fraternità: Dio oggi ci guarda come fratelli e desidera condurci sulle sue vie. Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi. Molti, troppi dei nostri figli sono caduti vittime innocenti della guerra e della violenza, piante strappate nel pieno rigoglio il nostro dovere di far sì che il loro sacrificio non sia vano. Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra. Coraggio per dire sì all’incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza; sì al negoziato e no alle ostilità; sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni; sì alla sincerità e no alla doppiezza”
Shimon Peres: “Due popoli , gli israeliani e i palestinesi, desiderano ancora ardentemente la pace. Le lacrime delle madri sui loro figli sono ancora incise nei nostri cuori. Noi dobbiamo mettere fine alle grida, alla violenza, al conflitto. Noi tutti abbiamo bisogno di pace. Pace fra eguali. Ma questa pace tanto invocata non viene facilmente: noi dobbiamo adoperarci con tutte le nostre forze per raggiungerla, presto. Anche se ciò richiede sacrifici o compromessi. Noi possiamo, insieme e ora, israeliani e palestinesi, trasformare la nostra nobile visione in una realtà di benessere e prosperità”.
Abu Mazen: “Noi desideriamo la pace, per noi e per i nostri vicini. Una pace comprensiva e giusta al nostro Paese e alla regione, cosicché il nostro popolo e i popoli del Medio Oriente possano godere il frutto della pace, della stabilità e della coesistenza. Riconciliazione e pace sono la nostra meta. Chiediamo di rendere la Palestina e Gerusalemme in particolare una terra sicura per tutti i credenti e un luogo di preghiera e di culto per i seguaci delle tre religioni monoteistiche: Ebraismo, Cristianesimo, Islam”.
Da Santa Marta poi i 4 si sono recati nei Giardini Vaticani, dove hanno piantato un ulivo, simbolo della pace, e dove hanno pronunciato le invocazioni per la pace.
Ognuno dei presenti ha invocato la pace pregando secondo la propria religione, seguendo un ordine cronologico, ossia
Che dire? Sicuramente una bella pagina di storia, che verrà ricordata anche per il tweet del Papa, un messaggio per il mondo, per tutti i credenti, non solo cristiani, affinchè si giunga davvero alla pace tra i popoli:
“Oggi chiedo a tutte le persone di buona volontà di unirsi a noi nella preghiera per la pace in Medio Oriente. #weprayforpeace“,
E voi unimamme, avete pregato o pregherete per la pace in Medio Oriente? Noi speriamo di si!
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