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Postparto

La depressione post partum colpisce anche le madri adottive

Published by
Valentina Colmi

Io sono una mamma che ha sofferto di depressione post partum e non lo augurerei a nessuno. Sono addirittura arrivata a pensare di voler morire o che sarebbe stato meglio che Paola non fosse mai nata. E’ un periodo bruttissimo in cui tutto crolla: pensavi di essere solo felice – e gli altri ti ripetono che DEVI  esserlo – mentre tu vorresti solo scomparire.

Ebbene, la depressione post partum non colpisce solo ad esempio le madri che non allattano.  Può manifestarsi anche nelle donne che hanno avuto un aborto:  come spiegano infatti Loredana Tallarico e Palmira Montrone, due psicologhe che si occupano di depressione su Post-Partum.it:  “le mamme, che in passato hanno perso bambini durante la gestazione, hanno una probabilità significativamente più alta di soffrire di ansia e depressione durante una successiva gravidanza, e ciò può continuare a verificarsi fino a tre anni dopo aver dato alla luce un figlio“.

Può capitare che la depressione post partum colpisca anche chi un parto non l’ha avuto: si tratta delle madri adottive. Lo ha raccontato bene Carry Goldman, mamma adottiva di una bambina, che sul ‘Chicago Now’ ha parlato della sua condizione: veri e propri attacchi di panico, paura di stare da sola con la figlia, paura di farle del male. Carry ha detto di aver preso la bimba e di essere letteralmente schizzata fuori dal suo appartamento assieme alla bimba di 6 settimane perché si sentiva soffocare, dopo aver immaginato la scena della figlia che cadeva dalla finestra del suo appartamento.

Carry e il marito avevano perso un anno prima il loro primo figlio Matthews, e poi un altro tentativo di adozione non era andato a buon fine.

Ora però erano riusciti ad avere K., la loro bimba adottiva. “Avevo tutto quello che avevo sempre voluto e allora perché“? si domandava.

Su insistenza del marito ha chiamato Susan, la psicologa che l’aveva seguita per la perdita del figlio, e con lei ha compiuto un nuovo percorso, partendo dall’averle raccontato anche il sogno di non riuscire a salvare la bambina che stava affogando nella vasca da bagno. Susan le ha fatto capire che stava rivivendo il trauma della morte del primo figlio, del fatto che non era riuscito a guarire dalla sua malattia, ma anche della solitudine che Carry provava mentre stava tutta sola con la bimba.

Ora che la figlia ha 14 anni, dopo la quale ha avuto altre 2 figlie, va tutto meglio, Carry è felice e condividendo la sua storia vuole dare un consiglio alle madri, adottive e non: se si soffre di depressione o ansia è importante che se ne parli, non bisogna vergognarsene, occorre chiedere aiuto. Grazie Carry.

E voi unimamme ne eravate al corrente?

Valentina Colmi

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