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“Io sono Mara”: una mamma combatte i pregiudizi sulla Sindrome di Down

Published by
Maria Sole Bosaia

Mara è una bimba molto fortunata, perché ha una mamma: Michelle, che come Megan Mennes, è pronta a combattere per lei istituendo una pagina Facebook dedicata ai bimbi con la Sindrome di Down.

Mara infatti è nata con questa patologia, ma la Sindrome di Down non è l’unica cosa che la definisce, come sottolinea la sua grintosa mamma Michelle.

Quando questa donna ha saputo di essere incinta ha considerato la possibilità che suo figlio fosse affetto da questa patologia, vista la sua età. Michelle infatti aveva 45 anni.

Il medico che gliel’ha comunicato ne ha parlato come se stesse parlando di una guerra, ma lei e suo marito Ben non si sono spaventati.

Quando infine è nata, Mara è stata a lungo in un’incubatrice.

I medici ci hanno confermato che aveva la Sindrome di Down, ma per noi questo voleva significare che nostra figlia era super speciale” ha riferito Michelle.

Ben e Michelle però non avevano fatto i conti con la maleducazione e l’insensibilità altrui. Addirittura anche i medici si riferivano a Mara come “la bimba Down” cosa che feriva molto Michelle.

In poco tempo Michelle ha scoperto che sua figlia attirava l’attenzione di tutti a causa della sua malattia e, in più di un’occasione, alcuni le hanno rivolto commenti molto maleducati frutto di ignoranza e insensibilità.

Quando la pazienza di Michelle ha raggiunto il limite, questa coraggiosa mamma ha deciso che era arrivato il momento di agire.

Volevo urlare che Mara era una persona non una diagnosi” ha dichiarato Michelle, frustrata.

Così mamma Michelle ha scattato una foto alla figlia mentre giocava a nascondino e ne ha tratto un manifesto su cui ha scritto: “Io sono Mara. Ho la Sindrome di Down. Non sono la Sindrome di Down. Io sono Mara”.

Il messaggio, semplice e chiaro, è arrivato alle orecchie di molti e la pagina Facebook dedicata ai bambini Down ha già raggiunto 46 mila Like.

Genitori entusiasti hanno partecipato al Lose the Label Project (“cancellare l’etichetta”).

“Vorrei che il mondo potesse vedere oltre la sua diagnosi e vedere quello che vediamo, un bimbo grintoso e intelligente di 4 anni” dichiara Helen Kingdom.

“La campagna è molto positiva, senza paternalismi o commiserazione. Siamo lieti di esserne parte” dichiara Caroline, mamma quarantenne.

Speriamo che questa bella iniziativa serva a diminuire pregiudizi e a guardare al di là dellaSindrome di Down e a vedere chi ne è affetto, prima di tutto, come persone.

E voi unimamme che ne pensate?

 

 

 

Maria Sole Bosaia

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