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Categoria News

Fecondazione eterologa o adozione internazionale? Peccato non poter scegliere…

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Francesca Nicoletti

Durante la Settimana della Famiglia, giunta alla sua 23esima edizione, tenutasi a Gabicce Mare, in provincia di Pesaro-Urbino, e che si è conclusa 30 agosto, intitolata “L’accoglienza giusta. Bambini in alto mare, bambini fuori famiglia, bambini abbandonati: non restare a guardare”, l’argomento principale sul quale hanno puntato le numerose iniziative è stata la fecondazione eterologa, resa legale anche in Italia.

L’associazione AiBi, Amici dei Bambini, sostiene che è scandaloso che siano stati finanziati 10 milioni di euro a favore della fecondazione eterologa, ovvero quella che permette di ricevere da un donatore esterno ovuli o spermatozoi, rendendola legale, a discapito delle adozioni internazionali che, ancora oggi, rimangono nel dimenticatoio.

L’interesse degli Amici dei Bambini è quello di dare una famiglia ai bambini abbandonati dai genitori naturali per i quali ottenere un’adozione è praticamente impossibile.

Ecco cosa sostiene l’associazione AiBi: “Una legge che blinda l’eterologa come metodo di fecondazione sostenuto dallo Stato. Ma a che prezzo? Il prezzo di una scelta politica deliberata di abbandonare, è il caso di dirlo, l’adozione internazionale e chi si batte per garantire a ogni bambino abbandonato il diritto a una famiglia. I bambini stranieri, in questo modo, vengono abbandonati due volte: prima dai loro genitori biologici e poi dallo Stato italiano che preferisce investire sul ‘figlio da assemblare’. Ne è una dimostrazione la scelta del Governo di legiferare in materia di fecondazione eterologa, rendendo questa pratica rimborsabile con soldi pubblici: al momento c’è uno stanziamento di 10 milioni di euro ma la cifra è ritenuta gravemente insufficiente, con costi reali per lo Stato che si stimano nell’ordine delle centinaia di milioni di euro. A rendere ancor più tutelata la pratica, poi, si aggiunge il fatto che l’eterologa sarà inserita nei cosiddetti LEA, i livelli essenziali di assistenza. Ignorando, di fatto, la necessità di riformare il sistema delle adozioni internazionali”.

Marco Griffini, presidente dell’AiBi, poi, aggiungeCi stiamo preparando per l’autunno caldo delle adozioni internazionali e come sempre saremo in prima linea finché a ogni bambino abbandonato non sarà restituito il diritto a essere figlio”.

E voi, unimamme, cosa ne pensate della scelta dello Stato di preferire la fecondazione eterologa all’adozione internazionale? Da che parte vi schierate?

(Fonte: vita.it)

Francesca Nicoletti

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