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Salute e benessere bambini

“Mia figlia sieropositiva sta giocando con i vostri figli” : una mamma confessa

Published by
Michele
foto dal sito associazione Elimkids

Si chiama Jen Mosher la mamma e fotogiornalista che ha fatto discutere per aver sostenuto la sua scelta di non rivelare a nessuno la malattia della figlia, colpita da l’HIV.

Una mamma dice la verità sulla figlia

Il suo post sul sito “Scary Mummy” ha ricevuto oltre 37mila condivisioni divenendo virale ed ha permesso di diffondere la sua storia. Stanca della solitudine e del pregiudizio che riempiono spesso la vita di questi bambini, ha deciso di impugnare la penna per raccontare con franchezza la sua esperienza di maternità.

“La mia bambina ha l’HIV e gioca con i tuoi figli, senza che tu lo sappia”

Jen Mosher e il marito hanno deciso di adottare un bambino colpito dal virus dell’HIV dopo aver conosciuto le storie degli orfani in Africa. Bambini senza genitori, morti a causa dell’AIDS.

La sensazione di impotenza unita al desiderio di poter fare qualcosa, poi l’incontro con l’associazione Elim Kids, che in Cina lavora con i bambini sieropositivi, hanno aiutato la coppia a combattere l’ignoranza, superare la loro paura e adottare la loro bambina.”Volevamo fare qualcosa  ma eravamo spaventati, abbiamo dovuto documentarci e superare le nostra paure e la nostra ignoranza” scrive Jen.

Secondo Jen l’HIV non è qualcosa di cui aver paura, Lmentre spesso è un argomento tabù, su cui raramente si approfondisce. Jen spiega come la sua bambina sia perfettamente normale e che il motivo per cui ha tenuto nascosto la malattia è stato proprio per parlarne, per combattere il pregiudizio.  “L’ho fatto per paura, paura che non venga invitata alle feste, che non venga accettata nella squadra di ginnastica, che venga cacciata dalla scuola privata ed esclusa o allontanata solo per disinformazione o per i timori infondati altrui“.

Jen ha colto l’occasione per lanciare il suo appello per la figlia e per tutti i bambini affetti dal virus:

Per favore, mamme, sappiate che l’HIV non è qualcosa di cui aver paura, per favore cercate online, su Google, parlatene con il pediatra. Cercate e imparate la verità, anche voi. Per il momento sappiate solo che mia figlia sieropositiva sta giocando con i vostri figli e voi non avete idea di chi sia. E va bene così“.

Care Unimamme, prima di affrettare qualsiasi giudizio, leggiamo prima insieme cosa riporta il sito dell’UNICEF sul virus dell’HIV e sull’AIDS, 2 cose ben distinte.

AIDS e HIV: cosa c’è da sapere

L’AIDS è causato dall’HIV: l’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) è una malattia provocata dall’HIV.  Non esiste una cura o un vaccino per eliminare definitivamente l’HIV dal corpo.

HIV e AIDS non sono la stessa cosa, se non riceve farmaci antiretrovirali (ARV) un bambino nato HIV-positivo ha mediamente 1/3 delle probabilità di morire prima di compiere un anno, e il 50% di probabilità di morire entro i 2 anni.

Se la diagnosi è tempestiva e la terapia ARV è seguita con scrupolosità, un soggetto sieropositivo può avere una speranza di vita indefinita, pur rimanendo sempre portatore del virus.

L’HIV si trasmette attraverso lo scambio di fluidi corporei infetti, in qualsiasi stadio della malattia. Sangue, liquido seminale, secrezioni vaginali e latte materno sono fluidi che possono veicolare efficacemente il virus. La saliva non è fra questi, dunque è una falsa credenza che l’infezione da HIV possa contagiarsi tramite il bacio.

L‘HIV non si contagia con comportamenti sociali quotidiani. È del tutto privo di rischi stringere la mano a una persona sieropositiva, abbracciarla, condividere con essa cibo, abiti o altri utensili (tranne quelli che possono avere avuto contatto occasionale con il sangue, come rasoi e spazzolini da denti).

Una persona sieropositiva non trasmette il virus con la tosse, starnutendo, o nuotando nella stessa piscina. È infondata anche la credenza che le zanzare possano veicolare l’HIV pungendo in successione persone malate e persone sane.

Ma oltre a tutto ciò, fra le cose da ricordare, è che ogni persona merita accoglienza e solidarietà. Discriminare costituisce la violazione di un diritto umano individuale ed è segno di profonda immaturità.

Infine, non per importanza, citiamo una frase che ci ha molto fatto riflettere:

Il silenzio e la paura che circondano l’HIV/AIDS possono uccidere quanto la malattia stessa”

Ed ora unimamme, cosa ne pensate di questa mamma? Secondo voi ha fatto bene a tenere nascosta la malattia della figlia? Cosa avreste fatto al suo posto?

 

(fonte: huffingtonpost.it; unicef.it; elimkids.com; )
Michele

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