Nasce bimbo sano da una mamma clinicamente morta: un vero e proprio miracolo! (FOTO)


Care unimamme, a volte la vita è veramente strana, fortuna che spesso ci stupisce! Come nel caso di questo bambino.

Tutto inizia ad ottobre: una mamma milanese, incinta di 21 settimane, probabilmente a causa di aneurisma viene colpita da un’emorragia cerebrale e per questo ricoverata urgentemente presso l’ospedale San Raffaele di Milano. Qui i medici dopo aver dichiarato la donna morta cerebralmente decidono di portare avanti la gravidanza, per consentire al bambino di crescere e agli organi di maturare a sufficienza ed garantire così maggiori probabilità di sopravvivenza.


 

Ciò è stato possibile grazie all’equipe guidata da Luigi Beretta e Massimo Candiani, il primo primario di Terapia Intensiva Neurochirurgica e il secondo direttore di Ginecologia, la quale ha:

  • ossigenato artificialmente il sangue della donna, sottoponendolo a ventilazione artificiale
  • garantito l’alimentazione del feto grazie a una sonda posizionata nell’intestino materno.

Il bambino, nato prematuro con parto cesareo dopo 9 settimane dal ricovero,  è in buone condizioni, pesa 1,8 kg e si trova nel reparto di Neonatologia.

I familiari, dopo l’intervento, hanno consentito il prelievo degli organi della mamma, da donare per eventuali trapianti.

Altri casi simili

Pochissimi i precedenti nel mondo e solo 2 in Italia:

  • nel 2006, è stata la volta di Cristina Nicole, nata di 28 settimane, la cui mamma è stata colpita da un aneurisma cerebrale a 17 settimane e che è stata tenuta in vita per 78 giorni
  • nel 2010 invece è stato il caso di Matteo, nato anche lui a 28 settimane, grazie ai medici che hanno prolungato la gravidanza della mamma, anch’essa morta cerebralmente in seguito a una meningite a 21 settimane.

Insomma, oggi la scienza riesce davvero a compiere miracoli! Speriamo solo che questo bimbo possa ricevere tutte le cure e l’affetto di cui ha bisogno, soprattutto ora che è rimasto senza la sua mamma.

E voi unimamme, cosa ne pensate di questa storia, triste, ma a lieto fine almeno per il bimbo?

 

(Fonte: Corriere.it)

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