Care unimamme, torniamo a parlare di neonati abbandonati, ma questa volta nel posto giusto! Si perchè in questo caso la neonata è stata lasciata in quella che è conosciuta come l’antica ruota degli esposti, e che oggi all’Ospedale di Careggi a Firenze è chiamata “culla termica“.
Il suo funzionamento è lo stesso che l’antica ruota ha avuto fino alla sua abolizione, nel XIX secolo: qui i genitori che non potevano tenere il figlio lo abbandonavano affinché qualcuno se ne occupasse.
Con la stessa finalità, ma con la modernità apportata dal nostro tempo, la fondazione Francesca Rava grazie al progetto “Ninna Ho“, del quale vi abbiamo già parlato, ha permesso l’istallazione di questa culla che attraverso un pulsante si aziona aprendo la saracinesca. Se un bambino vi viene introdotto all’interno, grazie ad una webcam i medici di turno vengono avvertiti della presenza del bebè.
Il giorno di Capodanno, a due anni dalla sua installazione, i medici del Careggi hanno trovato la prima bambina, una delle prime nate di questo 2015. La piccola è stata chiamata Daniela, pesa 1 chilo e 700 grammi, gode di buona salute e si alimenta da sola, ma è leggermente prematura, presumibilmente di 35 o 36 settimane.
Subito per lei si mobilitati in tanti offrendo vestiti, cure, e chiedendo di adottarla. Il Tribunale dei Minori ha però immediatamente precisato che l’iter per l’adozione della piccola prevede che si procederà attraverso la selezione di genitori che già da tempo hanno iniziato il percorso previsto dalla legge.
Verrà fatto passare qualche altro giorno prima di avviare le pratiche, la madre e il padre naturali potrebbero infatti ripensarci e voler riconoscere la bambina. Per la legge questo è possibile e se avvenisse dopo che il tutore della neonata firma la dichiarazione di adottabilità il riconoscimento diventa inefficace.
Il caso ha ricevuto molte attenzioni ed ha portato alla ribalta il dibattito sull’utilità sociale e ripristino di questi luoghi.
“Per chi ha a cuore la vita, il 2015 a Firenze si è aperto con una buona notizia: una bambina è stata data alla luce grazie a dei genitori che, nonostante il gesto drammatico di non tenere il bambino, hanno scelto di farla nascere, rifiutando l’aborto. Ora bisognerebbe estendere il modello Careggi e farlo conoscere, realizzando quante più possibili ‘culle per bambini non desiderati’, per diffondere una cultura della vita contro quella che anche Papa Francesco chiama cultura dello scarto”, ha commentato il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi.
Come spiega però il dottor Carlo Dani, primario del reparto maternità del Careggi, la soluzione migliore per i genitori di bimbi non desiderati resta la struttura ospedaliera:
“Bisogna ricordare alle mamme in difficoltà che possono partorire in ospedale in assoluto anonimato” – afferma.
Care Unimamme, una scelta forte quella di lasciare il proprio figlio, ma altrettanto forte è stata la volontà di farlo vivere, e non solo nascere…
E voi, credete sia abbastanza diffusa la conoscenza dell’esistenza di tali “culle”?
(Fonte: FattoQuotidiano; Repubblica)
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