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Categoria News

“Leggere il pensiero” è (quasi) realtà

Published by
Maria Sole Bosaia

Unimamme, da secoli sogniamo di poter leggere il pensiero e ora questo sta per diventare realtà, anche se non nelle modalità che avremmo immaginato.

Alcuni ricercatori dell’Università di Pavia e dalla Scuola Superiore Universitaria IUSS-Pavia hanno scoperto che quando si pensa i neuroni del linguaggio comunicano tra di loro onde elettriche che copiano le onde sonore delle parole corrispondenti.

In questo modo quindi sarebbe possibile “leggere il pensiero” misurando semplicemente l’attività elettrica e senza attendere che le parole vengano pronunciate.

Leggere il pensiero: perché “sentiamo”le parole nella testa quando leggiamo

Il lavoro di ricerca, molto complesso, dal titolo: Sound representation in higher language areas during language generation, pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze Nazionale degli Stati Uniti d’America, ha mostrato come, durante la produzione del linguaggio i neuroni preposti alla gestione delle capacità linguistiche comunichino tra di loro adoperando forme d’onda che contengono la copia dell’impronta acustica delle parole usate anche senza che queste siano state emesse dalla bocca.

Così, a livello ipotetico, si potrebbe effettuare la lettura del linguaggio prima ancora che questo venga prodotto.

Ma come si è arrivati a queste sorprendenti conclusioni?

  1. sono state condotte ricerche, nell’arco di 4 anni, sui tracciati elettrocorticografici derivati dall’emisfero del linguaggio dei pazienti sottoposti in anestesia locale a interventi neurochirurgici
  2. durante questi interventi il chirurgo ha dovuto identificare aree del cervello coinvolte nel linguaggio e altre funzioni superiori per poterle rispettare durante la delicata operazione
  3. sono stati ricavati dati molto importanti in campo neurofisiologico, linguistico e comportamentale

Gli studiosi, elaborando questi risultati hanno stabilito, per la prima volta, che l‘attività elettrofisiologica delle aree dedicate al linguaggio è modellata sul suono delle parole.

Dunque l’attività neuronale segue l’andamento del segnale sonoro. Questo processo è in atto anche quando le parole non vengono pronunciate e quindi quando si legge. Ecco spiegato perché ci sembra di sentir risuonare dentro la nostra testa la nostra voce quando pensiamo.

Unimamme, questa scoperta apre le porte a numerosissime altre scoperte scientifiche, ad esempio aiutare chi ha problemi dal punto di vista del linguaggio a seguito di incidenti o malattie.

Voi cosa ne pensate?

 

(Fonte: Corriere.it)

Maria Sole Bosaia

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