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Allergie nei bambini in aumento, ma prevenirle è possibile sin dalla gravidanza

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Michele

Care Unimamme, l’allergia è ormai una delle malattie croniche più diffuse al mondo, anche tra i bambini. Secondo uno studio olandese allergie e intolleranze alimentari possono iniziare a svilupparsi addirittura ancor prima di nascere. Proprio nel tentativo di bloccare l’insorgenza di nuove escalation casi sono state presentate a Roma le linee guida internazionali dell’Organizzazione Mondiale per le Allergie (WAO).

Il documento pubblicato sul WAO Journal è stato presentato alla vigilia del Congresso internazionale titolato Allergie in età pediatrica: dal mito alla realtà – EBM prevention of pediatric allergy”, promosso da WAO e dall‘Ospedale Bambino Gesù. E’ proprio nell’ospedale romano che i maggiori esperti mondiali del settore hanno per la prima volta raccomandato l’uso dei probiotici come strumento di prevenzione.

Allergie nei bambini: i dati sono allarmanti

Le varie forme di allergia possono essere considerate una delle epidemie del XXI secolo, impressionati sono infatti i dati forniti proprio dall’Ospedale Bambino Gesù, dai quali si evince che:

  • colpiscono circa il 30% della popolazione pediatrica mondiale,
  • dopo ipertensione a artrosi/artrite sono al terzo posto nella classifica delle malattie croniche più diffuse,
  • 25 bambini su 100 soffrono in Italia di queste malattie con dati in costante crescita,
  • triplicata in 20 anni la percentuale di bimbi allergici in Italia, dal 7% al 25%

Le cause delle allergie nei bambini possono essere rintracciate nello stile di vita del mondo “sviluppato”:

  • il diminuito contatto con elementi naturali come gli animali,
  • la qualità dell’aria che si respira,
  • nuclei famigliari ridotti, per cui i primogeniti o i figli unici sono a maggior rischio di malattia allergica,
  • la minore esposizione al sole.

Quali sono le forme più diffuse di allergia?

Scopriamo anche che le tre forme allergiche più diffuse colpiscono fino al 35% dei ragazzi tra i 13 e 14 anni, come nel caso della rinite allergica. Queste infatti le tre patologie che colpiscono maggiormente:

  • la rinite allergica è la forma più diffusa: nel mondo colpisce il 40% dei piccoli in età pediatrica, si sviluppa normalmente prima dei 20 anni di età, la sua incidenza continua ad aumentare in tutti i continenti e necessita di quasi 17 milioni di visite ambulatoriali ogni anno.
  • l’asma è al secondo posto:  per il 9,5% dei bambini italiani è un problema. Circa 300 milioni di persone ne soffrono in tutto il mondo. Nei bambini l’asma può pregiudicare la crescita dei polmoni dei bambini ed incide significativamente sulla qualità della vita del singolo oltre ad aver un elevato costo sanitario.
  • le allergie alimentari colpiscono nei primi anni di vita i 3% dei piccoli italiani fino ai due anni ed oltre 250 milioni di persone nel mondo.

Le caratteristiche dei probiotici: perché prevengono l’insorgenza di allergie

Secondo i dati delle nuove linee guida della WAO, la somministrazione di probiotici già in gravidanza diminuiscono il rischio di sviluppare allergie per il bambino. Questi microrganismi vivi presenti in molti alimenti comuni, come lo yogurt o il latte fermentato se somministrati in quantità adeguate possono apportare benefici alla salute poiché  agiscono come immuno-modulatori della risposta allergica.

Dalla WAO vengono quindi raccomandati in determinate situazioni come terapia preventiva delle allergie e  soprattutto di alcune forme come l’eczema. Le raccomandazioni suggeriscono di considerare l’uso di probiotici in tre categorie di persone:

  • donne in gravidanza ad alto rischio di allergie nei loro figli
  • donne che allattano bambini ad alto rischio di sviluppare allergie
  • bambini ad alto rischio di sviluppare allergie

Con l’uso dei probiotici in via preventiva in alcuni casi  diminuisce la comparsa di eczema fino al  -15% ma se si considerasse anche solo un 9% di casi in meno, oltre all’aumento della qualità di vita per i soggetti stessi, il risparmio sanitario pensate si attesterebbe tra i 150 ed i 300 mila euro.

Care Unimamme, l’allergia è considerata ormai come una “malattia del mondo sviluppato” e l’impennata dei casi certificata nei paesi in via di sviluppo ne è la prova, ed evidente quindi come lo stile di vita e l’ambiente influiscono su questi “più” che disturbi. La prevenzione può essere quindi davvero importante. Voi, cosa ne pensate?

 

Michele

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