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Categoria Salute e benessere bambini

Piedi piatti nei bambini: quando è il momento di preoccuparsi?

Published by
Valentina Colmi


 

Subito dopo il momento in cui un bambino impara a camminare, una preoccupazione che può assalire una mamma è: “avrà i piedi piatti?”. Se si guarda infatti un neonato si vedrà che non è dotato di arco plantare: come per tutto ciò che riguarda degli esseri in crescita, anche questo si svilupperà con il tempo. E’ infatti verso i 12 anni che le ossa del bambino sono mature e che assumeranno la forma definitiva. Prima non è il caso di preoccuparsi.

Piedi piatti nei bambini: cosa c’è da sapere e come scegliere le scarpe

I bambini quando nascono infatti hanno tutti i piedi piatti: è con il tempo e l’allenamento di ossa e tendini che il piede si “aggiusterà”. Il ricorso a scarpine particolari, magari ortopediche o con il plantare, è una perdita di tempo (oltre che di denaro)? Secondo Nicola Portinaro, responsabile dell’unità di Ortopedia Pediatrica all’Humanitas di Rozzano (MI), il piede si sistemerà quando avrà raggiunto la giusta maturazione, attorno alla pubertà. “Prima di quell’età può tendere a essere più o meno piatto: va sempre valutato, ma molto spesso è una condizione che non deve preoccupare e che si sistemerà con la crescita. Il miglior modo per aiutare il piede a trovare la “forma giusta” è camminare” ha dichiarato al Corriere della Sera. Il plantare quindi non è necessario, perché il piede si normalizzerà o meno indipendentemente. Esistono però delle eccezioni, ad esempio quando il bimbo a 4 o 5 anni ha davvero il piede troppo piatto e le ossa troppo morbide: per scongiurare il rischio di un loro posizionamento errato, allora in questo caso serve il plantare.

Bisogna scegliere delle scarpe particolari? No, magari è meglio che sostengano il malleolo, tipo polacchina, ma per allenare i piedini su superfici come l’erba o la sabbia è meglio stare senza calzature, in modo che i vari dislivelli del terreno possano rinforzare i tendini. Sul pavimento liscio invece non c’è molta differenza se il bambino sta scalzo o con le calze.

Se però tra i 10 e i 13 anni il piede è ancora piatto, occorre valutare se ci sia necessità di un’intervento: esso consiste nell’inserire una vite sotto il calcagno, che risolve il problema praticamente nel 99% dei casi. In questo modo il bambino potrà non avere più difficoltà nel muoversi provocata dal piede piatto.

 

E voi unimamme cosa ne pensate?

(Fonte: Corriere della Sera)

Valentina Colmi

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