Proprio in questi giorni un messaggio bufala circolato su WhatsApp ha tenuto in scacco la città di Roma, tanto da aver richiamato l’attenzione del Premier Matteo Renzi.
Nel messaggio vocale si sente una donna avvertire la figlia che l’Isis ha intenzione di colpire i giovani, le zone della movida invitando la ragazza a rimanere a casa. A quanto pare una sua amica che lavora al ministero dell’Interno l’aveva avvertita della minaccia.
La bufala è stata smascherata subito ma non prima che si diffondesse a macchia d’olio. L’ansia ha raggiunto un livello tale che persino il nostro Premier ha dovuto invitare la polizia postale a smascherare gli impostori.
Alla fine, in serata, è emerso che la responsabile era una mamma che non voleva che la figlia uscisse di casa.
Negli ultimi giorni si sono moltiplicati i procurati allarmi come quello di un uomo armato all’ospedale San Paolo di Napoli, oppure quello di un pacco sospetto davanti all’ambasciata americana a Milano e, l’ultimo di un presunto kamikaze alla clinica Mangiagalli. Tutte vicende rivelatesi completamente infondate e che hanno fatto solo perdere tempo agli inquirenti che invece dovrebbero dedicarsi a garantire la nostra sicurezza.
In vista del Giubileo sono state rafforzate le misure di sicurezza, oltre 2 mila agenti verranno schierati per proteggere i cittadini, mente verranno pattugliati con più rigore autobus e zone sensibili.
“Il terrorismo internazionale è una minaccia seria e dobbiamo essere molto attenti e determinati. Quello che è fondamentale è che non cadiamo nella trappola di chi vorrebbe chiuderci a chiave in casa per vivere nella paura, senza fare una vita normale nessuno ci porterà via la nostra esistenza quotidiana e noi, l’Italia e gli italiani, siamo molto più forti della paura” ci ha esortato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Unimamme anche noi accogliamo l’invito a rimanere con i piedi per terra e a mostrare lucidità in questo frangente, senza oberare ulteriormente il lavoro degli inquirenti distraendoli con false segnalazioni. E soprattutto senza appesantire i nostri figli, che già vivono di insicurezze.
Voi cosa ne pensate del gesto di questa mamma?
Per ogni dubbio, un consiglio è senz’altro quello di seguire e chiedere all’ Agente Lisa, la pagina Facebook della polizia di stato.
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