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Categoria News

I bambini pagano il prezzo più alto per i nostri smartphones e prodotti hi-tech

Published by
Michele

Quanti di noi hanno uno smartphone? Tutti, e spesso anche più di uno. Moltiplicate questo per il numero di persone nel mondo e avrete un numero immenso di smartphone, prodotti da case quali Apple o Samsung.

Per tutti questi smarphones però, secondo quanto denunciato da Amnesty International, c’è chi paga un prezzo troppo alto: i bambini.

Amnesty International ha infatti reso pubblico un report che riguarda i bambini in Congo, dove denuncia i colossi della tecnologia, come Samsung e Apple, di non effettuare i dovuti controlli sullo sfruttamento del lavoro minorile.

Il dramma si consuma nelle miniere di cobalto in Congo. Qui vengono usati i bambini per estrarre la pericolosa materia prima. Il titolo del report che porta alla luce questo dramma è “This is what we die for” (Questo è ciò per cui moriamo”)

Nella Repubblica Democratica del Congo Amnesty sostiene che Apple, Samsung e Sony non facciano caso su alcune violazioni dei diritti umani, nello specifico quelli dei bambini.

Il cobalto viene utilizzato per la costruzione delle batterie agli ioni di litio, utilizzate dalle grandi aziende dell’high tech.

Si parla di almeno 110mila persone che lavorano, quasi senza sosta, utilizzando attrezzature obsolete per scavare lunghissimi tunnel, e fra questi operai si trovano fanciulli di 7 anni appena.

Ci sono adolescenti di 13 anni, come Charles, che alla mattina va a scuola e nel pomeriggio si occupa del lavaggio del cobalto e poi portarlo alla più vicina trading house (così si chiamano i punti di raccolta delle materie prime) per venderla. Persone come Charles sono state intervistate, tra Aprile e Maggio del 2015, in nove miniere differenti (90 soggetti tra cui 17 minorenni). E le risposte erano uguali per tutti: abiti da lavoro, guanti, mascherine, tutti materiali per la sicurezza completamente sconosciuti ai lavoratori interpellati.

La continua esposizione al cobalto è causa di malattie polmonari, asma e dermatiti.

Inoltre in ambienti di lavoro per nulla messi insicurezza gli incidenti sono all’ordine del giorno.

Insomma, cari Unigenitori, non proprio una bella storia per chi ci fornisce di tanta bella tecnologia pret-a-porter.

D’altronde questa non è l’unica denuncia di Amnesty, un altro report parlava infatti di ben Am15 milioni di minori sfruttati.

Michele

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