Generalmente associamo a ogni emozione, un colore. Il rosso per la rabbia, il nero per la paura, etc. Una mattina, però, il mostro dei colori ha combinato un pasticcio e li ha mescolati tutti insieme. Così, quella mattina, il nostro amico mostro si è svegliato in modo diverso. Si sentiva strano, disorientato e non riusciva più a comprendersi. Così mescolati, i colori non erano chiari e le emozioni non funzionavano più. Per fortuna che una piccola bambina decide di dargli una mano a riconoscere le emozioni e riordinare i colori.
A riconoscere le emozioni ci aveva già aiutato il film Inside Out. Per i più piccoli, però, poteva essere un cartone animato un po’ troppo complesso. Per loro, allora c’è questo bellissimo libro artistico, realizzato da Anna Llennas ed edito da Gribaudo.
I colori delle emozioni è uno splendido libro pop-up, con le immagini che escono dalle pagine, che parte dalla semplicità dei colori per avvicinare i bambini al più complesso mondo delle emozioni, con uno stile artistico e giocoso. Attraverso l’intervento della bambini, i nostri figli si avvicineranno al complesso mondo dell’interiorità e di come relazionarla con il mondo esterno, con la struttura semplice del binomio colore-emozione:
Il libro è strutturato in maniera molto semplice e facilmente percepibile dai bambini. Le animazioni pop-up, con i colori vivaci, il testo privo di caratteristiche grafiche e i disegni, artistici nella loro semplicità, puntano a far arrivare in maniera diretta il messaggio, complesso se spiegato con le parole di un adulto, che qui diviene facilmente percepibile dagli occhi dei bambini.
Allo stesso tempo, però, la presenza dei pop-up rende I colori delle emozioni, un libro poco adatto ai bambini al di sotto dei 3 anni, che rimarrebbero più colpiti dai movimenti della carta che dalla storia, spingendoli a giocare con le animazioni del libro.
In conclusione, il libro riesce a trasmettere in maniera poetica, l’importanza di riconoscere e accettare le nostre emozioni, argomento delicato, complesso e complicato, con una semplicità e naturalezza incredibili. Perchè essere a contatto con il nostro io più profondo e riuscire a gestirlo e ad accettarlo, ci permette e permette ai nostri figli, di relazionarsi in un modo più sano con la realtà intorno a noi e con il nostro prossimo.
Parlando di emozioni, quindi, non possiamo dimenticare che dobbiamo essere noi genitori i primi a saperle gestire e riconoscere. Troppe volte, forse, ci lasciamo guidare dall’ansia di non essere all’altezza o dalla paura di fare la cosa sbagliata, perdendo il controllo sulle nostre azioni. I nostri bambini ci guardano e imparano le emozioni dal nostro comportamento. Quindi, prima dei figli, prima del libro, dobbiamo essere proprio noi a imparare a conoscerci meglio. In nostro aiuto, per noi che siamo più grandi, va bene anche vedere Inside Out.
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