Fino a questo momento, come riportato su La 27ora, le neomamme con partite Iva non iscritte a ordini professionali, in caso di maternità, godevano di un assegno pari all’80% degli ultimi redditi mensili.
Però non dovevano lavorare per tutti i 5 mesi.
Le altre lavoratrici autonome del commercio, dell’artigianato o iscritte ad albi professionali avevano invece 5 mesi di maternità pagata pur continuando a lavorare in caso di bisogno, ovvero per non perdere i clienti.
Ora per, con il nuovo disegno di legge sul mondo del lavoro che sarà presto preso in considerazione in Parlamento, la musica potrebbe cambiare.
Altra novità riguarda il congedo parentale, che viene esteso da 3 a 6 mesi anche per i papà.
Il congedo parentale dovrà venire utilizzato non più entro l’anno di età del piccino, ma nel corso dei primi 3 anni.
L’assegno sarà pari al 30% del reddito.
Qualora il lavoratore autonomo non potesse lavorare per 60 giorni per malattia non sarà obbligato a versare gli oneri previdenziali. Potrà riprendere i versamenti dividendo la somma da versare in rate in un periodo triplo rispetto alla sospensione.
Ecco qualche cifra riguardante la situazione lavorativa delle donne italiane:
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