“Mamma, chi ha inventa le parole che usiamo?“, quante volte vi avranno posto questa domanda i vostri figli?
E spesso la risposta non è immediata. Da oggi però avete un aiuto dall’Accademia della Crusca.
Una maestra di scuola elementare, Margherita Aurora, ha infatti postato su Facebook la risposta ricevuta dall’Accademia su un termine coniato da un bimbo di 8 anni. La parola inviata per la valutazione è “petaloso“, che significa fiore con tanti petali.
Nella lettera l’Accademia si rivolge direttamente a Matteo, e scrive:
“la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano così come sono usate parole formate nello stesso modo.
Tu hai messo insieme petalo + oso -> petaloso = pieno di petali, con tanti petali
Allo stesso modo in italiano ci sono:
pelo + oso -> peloso = pieno di peli, con tanti peli
coraggio + oso -> coraggioso = pieno di coraggio, con tanto coraggio”
L’Accademia aggiunge poi che la parola, pur essendo bella e chiara, non può essere inserita in un dizionario, non ancora almeno. Spiega infatti il modo in cui una parola nuova può entrare in un vocabolario:
Perché entri in un vocabolario, infatti, bisogna che la parola nuova non sia conosciuta e usata solo da chi l’ha inventata, ma che la usino tante persone e tante persone la capiscano. Se riuscirei a diffondere la tua parola fra tante persone e tante persone in Italia cominceranno a dire e scrivere “Com’è petaloso questo fiore!” o, come suggerisci tu, “le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono petalosi”, ecco, allora petaloso sarà diventata una parola dell’italiano, perché gli italiani la conoscono e la usano. A quel punto chi compila i dizionari inserirà la nuova parola fra le altre e ne spiegherà il significato.
E’ così che funziona: non sono gli studiosi, quelli che fanno i vocabolari, a decidere quali parole nuove sono belle o brutte, utili o inutili. Quando la parola nuova è sulla bocca di tutti (o di tutti), alloro lo studioso capisce che quella parola è diventata una parola come le altre e la mente nel vocabolario.”
Il post ha avuto oltre 70 mila condivisioni e la maestra ha giustamente riconosciuto il merito all’alunno, dicendo “per me vale come mille lezioni di italiano“.
E voi unimamme, avete parole che i vostri figli hanno inventato? Se così fosse, fatevi un giro sul sito dell’Accademia della Crusca, c’è una sezione dedicata!
E se volete aiutare Matteo, fate come noi: dite e scrivete anche voi che “le margherite sono fiori petalosi”!
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