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Dislessia nei bambini: una terapia migliora del 60% le capacità di lettura

Published by
Maria Sole Bosaia

In Italia il 3% dei bimbi in età scolare è affetto da dislessia, un problema che si riversa pesantemente su:

  • apprendimento
  • sfera sociale
  • sfera psicologica

Di recente si è scoperto che la stimolazione cerebrale non invasiva può migliorare le capacità di lettura dei bambini in tempi davvero ridotti.

Dislessia: un trattamento apre nuove frontiere

Presso l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù è in atto questa nuova sperimentazione in collaborazione con il Laboratorio di Stimolazione cerebrale della Fondazione Santa Lucia.

Uno studio pubblicato sulla rivista Restorative Neurology and Neuroscience ha dimostrato che la lettura migliora poiché l’attività cerebrale si modifica.

Infatti nelle aree del cervello dei piccoli dislessici sono state rilevate zone ipoattive.

La ricerca è stata condotta attraverso la stimolazione Transcranica a corrente diretta, una procedura non invasiva che prevede il passaggio di corrente a basso voltaggio.

Queste tecnica viene usata anche per l’epilessia focale e la depressione.

A partecipare alla sperimentazione sono stati:

  • bambini
  • adolescenti

dislessici, in modo da poter testare i risultati sulla difficoltà di lettura in età evolutiva.

I soggetti erano:

  • 19 bambini e adolescenti
  • un gruppo ha ricevuto il trattamento attivo
  • il secondo gruppo ha avuto il placebo
  • i partecipanti di entrambi i gruppi hanno eseguito contemporaneamente attività per favorire la correttezza e la velocità di lettura
  • ogni partecipante è stato sottoposto a incontri di 20 minuti
  • gli incontri sono avvenuti 3 volte la settimana
  • sono durati 6 settimane per un totale di 18 incontri
  • né i ricercatori né i bambini sapevano chi fosse sottoposto al trattamento attivo e chi al placebo

La stimolazione è indolore e viene fornita da un dispositivo portatile, alimentato tramite delle pile e che eroga una corrente continua a velocità molto bassa.

I risultati dello studio

I bambini hanno migliorato del 60% la velocità e l’accuratezza in alcune prova di lettura passando da 0,5 a 0,8 sillabe lette al secondo.

0,3 sillabe di miglioramento al secondo è quanto un bambino dislessico ottiene spontaneamente (senza terapia) in 1 anno.

Per quanto riguarda l’efficacia a lungo termine le competenze si sono dimostrate stabili dopo 1 mese. I ragazzi sottoposti al placebo non hanno mostrato un miglioramento significativo.

“La stimolazione cerebrale non invasiva è infatti una tecnica sicura che può portare a benefici documentati sull’efficacia e l’efficienza del trattamento in un arco di tempo molto più breve rispetto alla terapia tradizionale. Questa ricerca può quindi aprire la strada a nuove prospettive di riabilitazione della dislessia, con una sostanziale riduzione dei tempi, dei costi della terapia e del disagio per le famiglie nel dover sostenere lunghi percorsi di cura e di ridotta efficacia documentata. Va sottolineato che la tDCS non vuole sostituirsi, ma integrare la terapia logopedica tradizionale, tanto che i nostri risultati dimostrano la sua particolare efficacia in combinazione con la terapia tradizionale” dichiara Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria Infantile al Bambin Gesù.

Unimamme e voi cosa ne pensate di questi risultati?

In caso di necessità sottoporreste i vostri figli a questo tipo di trattamento?

Noi vi lasciamo con un interessante video che mostra come legge una persona dislessica.

Maria Sole Bosaia

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