Una storia che sembra fantascienza, ma che è accaduta davvero.
Vi abbiamo già parlato di come la fecondazione eterologa in Italia risenta della scarsità di ovociti donati. La storia che segue ha a che fare con questa situazione, in quanto sembrerebbe che per procurarsi ovociti da impiantare una volta fecondati in una cliente, un medico sia addirittura arrivato “rubarli” a una ragazza.
Il medico di cui parliamo è il famoso ginecologo Severino Antinori, “padre” della fecondazione eterologa in Italia, e famoso nel mondo per aver permesso per la prima volta, nel 1994, ad una donna di 63 anni di divenire madre. Antinori è stato arrestato a Roma, mentre era all’aereoporto di Fiumicino, con l’accusa di rapina aggravata e lesioni personali aggravate.
Secondo l’accusa infatti il medico, ora agli arresti domiciliari (e interdetto per un anno dalla pratica della professione) avrebbe, con l’inganno, espiantato ovuli a una 24enne spagnola, dopo averla anestetizzata e immobilizzata.
Oltre all’arresto del ginecologo e al divieto di dimora per 2 collaboratrici del medico nei comuni di Milano e Roma, è stata anche sequestrata la clinica Matris di Milano.
Le indagini condotte dai NAS hanno portato alla seguente ricostruzione: la ragazza spagnola è una neolaureata in Scienze Infermieristiche ed è venuta in Italia su invito dello stesso Antinori per lavorare nella sua clinica.
Una volta in Italia la ragazza avrebbe manifestato al dottore un suo problema, una cisti ovarica, e il medico si sarebbe offerto di curarla con delle iniezioni senza intervento. Secondo quanto dichiarato del suo avvocato la ragazza “il 5 aprile si è trovata di fronte alla richiesta di essere operata. Lei ha rifiutato, e a quel punto è stata costretta a subirlo“.
La ricostruzione dei Nas è la seguente: la ragazza è stata immobilizzata, anestetizzata e privata del cellulare. Dopo essere stata operata, si è risvegliata dall’anestesia ed è riuscita a chiamare il 112 di nascosto da un telefono della clinica. La polizia è intervenuta ed ha portato inizialmente la ragazza nel suo albergo, dove però si è sentita male e quindi è stato poi trasferita all’ospedale Mangiagalli dove è stato accertato l’espianto di ovuli ed evidenziati segni compatibili, secondo i Carabinieri, con le manovre di immobilizzazione. E’ stata inoltre fatta una perquisizione alla clinica Matris dove sono stati sequestrati documenti sanitari e “derivati dalla fecondazione degli ovociti prelevati alla persona offesa e destinati ad essere impiantati il giorno successivo a pazienti di Antinori“. Tra i documenti sequestrati sono stati trovati anche moduli di consenso informato firmati dalla ragazza, ma per i quali lei ha disconosciuto le firme.
Secondo quanto dichiarato dall’avvocato della ragazza, ora tornata in Spagna, il timore della giovane era quello di non sapere quanti ovuli le erano stati espiantati (6) e di ritrovarsi con figli suoi partoriti in giro per il mondo senza che lei l’abbia voluto.
Insomma davvero una brutta storia.
Voi che ne pensate unimamme? Si può davvero arrivare a tanto?
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