Come poter gestire tutto questo? Un papà, Dan White, ha trovato il proprio originalissimo modo per spiegare alla figlia Emily che, ha prescindere dal suo fisico, è e resterà sempre super!
Dan White, 44 anni, fino all’anno scorso era un impiegato in un negozio di elettronica, appassionato di fumetti e disegno, passioni che portava avanti nel tempo libero. Dan White, però, è anche il padre di Emily, una bambina di 10 anni costretta sulla sedia a rotelle a causa della spina bifida, una malformazione del midollo spinale causata dalla chiusura incompleta di una o più vertebre.
Il gruppo, naturalmente, è guidato Emily, una ragazza con una sedia volante, e il suo orsacchiotto Azzi, con un braccio artificiale.
Quello che era partito come un semplice regalo alla figlia, però, ha riscosso l’interesse di molte persone e associazioni, come Strongbones, trust di beneficenza che fornisce aiuto finanziario a bambini affetti da malattie delle ossa, piuttosto che il grande e mitico Stan Lee, il più famoso creatore di fumetti, padre di personaggi come Spider-Man, gli X-Men, Iron Man, Thor e Hulk. I due opposti, la serietà della solidarietà e la frivolezza dell’intrattenimento, uniti all’interno del piccolo progetto personale di un padre con un grande cuore, che adesso verrà pubblicato ufficialmente.
Un esperimento, un esercizio stilistico, un regalo alla propria bambina è invece diventato una pietra miliare di quello che potrebbe essere un grande cambiamento non solamente del mondo dei fumetti, ma della comunicazione in generale, della sua visione della disabilità. Perché se è vero che esistono già supereroi con disabilità, come Dare Devil, cieco, o il Professor X, paralizzato dalla vita in giù, questi sono sempre descritti come capaci di fare qualcosa in meno rispetto agli altri.
Il fumetto di Dan, The Department of Ability, invece, descrive le disabilità in modo differenti, spiegando di come i disabili siano esattamente sullo stesso piano degli altri, capaci allo stesso modo.
Una grande rivoluzione che è nata da una cosa semplice: l’amore di un padre per una figlia che ha trovato il suo personale e originale modo di esserle accanto. Dan, in conclusione, ha capito che il modo più bello per affrontare la disabilità e credere e fare credere nelle capacità del disabile. Dopotutto loro già lo sanno, come ha dimostrato recentemente un bimbo di 7 anni.
Voi unigenitori cosa ne pensate? Leggereste il fumetto?
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