Secondo uno studio, pubblicato su l’International Journal of Epidemiology, condotto da ricercatori spagnoli il paracetamolo assunto in gravidanza può ricondursi ad autismo nei maschi e iperattività per entrambi i sessi.
Lo studio è il primo nel suo genere.
Ecco come si è svolta la ricerca, riportata da ScienceDaily:
Alle mamme è stato chiesto sia la quantità di paracetamolo assunta sia la frequenza di utilizzo, scegliendo tra:
In realtà la dose esatta non è stato possibile quantificarla perché le mamme non ricordavano.
Circa i risultati:
erano stati esposti al paracetamolo durante le prime 32 settimane di gravidanza.
Quando i bimbi hanno raggiunto 5 anni coloro che erano stati esposti in modo persistente al paracetamolo hanno avuto performance peggiori nei test che misuravano la disattenzione, l’impulsività e la velocità visuale
I maschi inoltre hanno mostrato maggiori sintomi legati allo spettro autistico se esposti in maniera persistente al paracetamolo.
La responsabile della ricerca, Claudia Avella Gracia, del CREAL di Barcellona, ha dichiarato che: “anche se abbiamo misurato i sintomi e non le diagnosi, un aumento del numero dei sintomi che un bambino ha può condizionare lui o lei, anche se non sono tanto severi da garantire una diagnosi clinica di disordine dello sviluppo neurologico”.
Il dr. Jordi Jùlvez, co-autore della ricerca, ha invece parlato degli effetti del paracetamolo sullo sviluppo neurologico: “Il paracetamolo potrebbe essere dannoso per lo sviluppo neurologico per diverse ragionoi. Prima di tutto, riduce il dolore agendo sui recettori dei cannabinoidi nel cervello. Poiché questi recettori normalmente aiutano a determinare come i neuroni maturino e si connettono tra loro, il paracetamolo potrebbe alterare questi importanti processi. Può anche condizionare lo sviluppo del sistema immunitario, o essere tossici per alcuni feti che potrebbero non avere la stessa capacità degli adulti di metabolizzare questa droga, o creando stress ossidativo”.
Il fatto che siano i maschi i più soggetti ad avere sintomi legati allo spettro autistico viene così spiegato da Caludia Avella-Garcia: “Il cervello dei maschi potrebbe essere più vulnerabile alle influenze negative nella primissima vita. I nostri risultati diversi per genere suggeriscono che la distruzione del sistema endocrino androgeno, al quale il cervello dei maschi potrebbe essere più sensibile, può spiegare l’associazione.”
La conclusione dello studio è che la diffusa esposizione dei bambini al paracetamolo in utero potrebbe aumentare il numero dei bambini con ADHA o sintomi dello spettro autistico. Ma i ricercatori sottolienano l’importanza di condurre ulteriori studi, con dosi più sicure.
La National Autistic Society però invita alla cautela “non bisogna trarre conclusioni risulutive da questo studio. L’evidenza suggerisce che l’autismo riguarda numerosi fenomeni tra cui genetica, ambiente e sviluppo cerebrale”.
Unimamme e voi cosa ne pensate di questa ricerca?
Noi vi lasciamo con un ulteriore approfondimento sui rischi del paracetamolo in gravidanza per un feto maschio.
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