Rochelle Natty, la protagonista di questa storia, ha deciso di fare causa ad Argos, l’azienda venditrice, poiché lei, come altri clienti della marca di seggiolini Mamas & Papas sono stati avvisati in ritardo (ci sono voluti 18 mesi) del fatto che questi fossero inadeguati.
Ora questa mamma ha intentato causa per 20 milioni di dollari per lo choc nello scoprire che aveva portato in giro suo figlio su un seggiolino non a norma e quindi potenzialmente pericoloso.
I seggiolini incriminati infatti sarebbero inclini a rompersi sotto sforzo.
I vari acquirenti sono stati avvisati di riportare indietro quanto acquistato. “In caso di incidente l’involucro del seggiolino potrebbe rompersi e quindi non proteggere chi lo usa” si legge in una nota.
“Ho comprato un seggiolino che non era sicuro e Argos ha impiegato un anno e mezzo per informarmene, mentre mio figlio veniva trasportato su un seggiolino inadeguato allo scopo” ha dichiarato la mamma “hanno messo a rischio la salute di mio figlio , nel maggio del 2016 ho ricevuto una e-mail da Argos, nella quale venivano espresse preoccupazioni circa la sicurezza. Quando ho finito di leggere ho chiamato Argos e ho chiesto perché ci avessero impiegato un anno e mezzo per dirmi che stavo trasportando mio figlio in un seggiolino non sicuro”.
L’azienda produttrice avrebbe quindi fallito la gravità del rischio in cui hanno messo il suo bambino.
I legali di Argos però vogliono che la signora Natty dimostri di aver comprato il seggiolino da loro. Inoltre si difendono dichiarando che la donna non ha subito nessuna perdita, danno o lesione personale.
Secondo loro Argos ha reagito in tempi ragionevoli, informando la clientela della pericolosità del seggiolino.
A sua volta, anche l’azienda Mamas & Papas ha discusso con Argos circa la decisione di sospendere le vendite e di richiamare i seggiolini Mercury, realizzato da Mamas & Papas specificatamente per Argos.
“Tutti i seggiolini di Mamas & Papas vengono testati, certificati e approvati sottostando ai regolamenti europei, tutti i nostri prodotti vengono ispezionati e controllati da test di laboratorio accreditati” si legge sul Mirror.
Unimamme e voi cosa ne pensate della causa intentata da questa mamma?
La ritenete giusta? Voi avreste fatto la stessa cosa?
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