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Autismo: i bambini migliorano grazie a un nuovo trattamento a lungo termine

Published by
Maria Sole Bosaia

I genitori dei bambini con autismo sanno che questa è una condizione con cui i loro figli dovranno convivere per tutta la vita.

Ora però qualcosa sta cambiando e, grazie alla ricerca, arriva finalmente qualche spiraglio di speranza in più rispetto alla cure e trattamenti tradizionali.

Autismo: un nuovo trattamento per i piccoli

L’autismo è un disordine del comportamento che colpisce un bimbo su 100 e ha effetti alquanto significativi sulla qualità della loro vita.

Una ricerca che verrà presto pubblicata sulla prestigiosa rivista medica The Lancet e di cui si parla sul Mirror ha mostrato gli ottimi risultati di una cura a lungo termine svolta in collaborazione con le famiglie dei piccoli.

Il progetto è stato portato avanti dai genitori dei bimbi partecipando a:

  • 12 sessioni di terapia
  • durate 6 mesi
  • sono stati fatti 30 minuti al giorno di comunicazione programmata
  • i bimbi coinvolti erano 152
  • i piccoli avevano da 2 ai 4 anni

I genitori partecipanti alla sperimentazioni sono stati invitati a guardare filmati di se stessi mentre interagivano coi bimbi e poi ricevevano dei feedback dai terapisti.

Dopo aver ricevuto i consigli i genitori cambiavano drasticamente la loro consapevolezza e la loro risposta ai modelli di comunicazione dei bambini.

Riuscivano a comunicare meglio coi piccoli e in modo più mirato.

“Alla fine i genitori riuscivano a interpretare meglio la comunicazione insolita e indiretta dei piccoli” spiega Green “ i genitori riescono a capire che in realtà dietro le anomalie i bambini cercano di comunicare come gli altri bimbi“.

Le mamme e i papà imparano a rispondere in un modo che si auspica incoraggi la comunicazione sociale dei bambini e lo sviluppo di modalità comunicative più adattabili.

Attraverso questo studio si è scoperto che la formazione dei genitori nel comunicare con i bambini autistici nei primi anni della loro vita riduce in modo significativo i sintomi dell’autismo.

Questi effetti positivi continuano per almeno 6 anni dopo la fine del trattamento.

“Si tratta di un miglioramento particolarmente significativo che potrebbe incidere sulla vita di migliaia di bimbi autistici”.

Gli scienziati, il cui lavoro è il primo a individuare gli effetti a lungo termine di un intervento precoce nell’autismo, hanno scoperto che i bambini che avevano ricevuto le cure quando erano tra i 2 e i 4 anni mostravano sintomi meno gravi 6 anni dopo, miglioravano dal punto di vista comunicativo e riducevano i comportamenti ripetitivi.

Il professor Jonathan Green, dell’Università di Manchester, che ha guidato lo studio, commenta così: “questo tipo di intervento precoce è distintivo per il fatto di essere progettato per lavorare coi genitori aiutandoli a migliorare la comunicazione genitori – bambini a casa”.

Il vantaggio di questo nuovo approccio risiede nella possibilità di influenzare la vita di tutti i giorni del bambino. “I nostri risultati sono incoraggianti dal momento che migliorano i sintomi principali dell’autismo che si ritenevano molto resistenti al cambiamento“.

Naturalmente i ricercatori ci tengono a sottolineare che non si tratta di una cura nel senso proprio del termine perché, anche se i bambini migliorano, i piccoli continueranno a manifestare i sintomi in modo variabile.

Tutto questo però suggerisce che lavorare con i genitori per migliorare l’interazione con i bimbi riduce in modo significativo i sintomi a lungo termine.

Per completezza bisogna aggiungere che sebbene ci siano stati miglioramenti nel comportamento e una riduzione degli atteggiamenti ripetitivi rimangono comunque problemi rilevanti:

  • linguaggio
  • ansia

I risultati finali hanno mostrato, in 6 anni, una riduzione dei 17% dei sintomi nel gruppo dei bimbi autistici.

I ricercatori aggiungono che i piccoli dovranno comunque continuare a ricevere sostegno nel corso della vita per le loro necessità.

La dottoressa Judith Brown, a capo della Autism Knowledge at the National Autistic Society, evidenzia che questo studio dimostra che intervenire prontamente nei primi anni della vita ha notevoli benefici sui bimbi da 7 a 11 anni.

Unimamme, voi cosa ne pensate? Partecipereste a una simile sperimentazione se i vostri bimbi ne avessero bisogno?

Noi vi lasciamo con una serie di studi dedicati all’autismo.

Maria Sole Bosaia

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