%26%238220%3BUna+buona+esperienza+di+parto+vale+pi%C3%B9+di+un+bambino+nato+vivo%26%238221%3B%3F
universomammait
/2016/11/07/parto-esperienza-positiva/amp/

“Una buona esperienza di parto vale più di un bambino nato vivo”?

Published by
Valentina Colmi

Un parto può considerarsi un’esperienza positiva quando mamma e bambino stanno bene. Certo, sicuramente il fatto che sia l’una che l’altro godano di buona salute è un indicatore che fa dire “alla fine tutto è andato per il meglio”. Ma siamo sicure che sia davvero così?

E’ davvero corretto dire che una nascita si possa definire “buona” solo considerando il fattore salute del bambino e della mamma?

“Una buona esperienza di parto vale più di un bambino nato vivo”: la riflessione di una mamma

Vi faccio queste domande Unimamme perché secondo me non si può ridurre il tutto a questo. Vi faccio il mio esempio: io ho due figlie, entrambe avute con il parto cesareo, eppure le esperienze sono state diversissime. Solo nel secondo caso posso dire che tutto è andato davvero molto bene. Apparentemente la situazione fisica mia e delle bambine era ottima: la ripresa è stata tutto sommato veloce e le mie figlie – nonostante la seconda sia nata di 36 settimane – non hanno avuto particolari problemi.

Nonostante ciò con Paola, la mia prima figlia, nulla è andato per il verso giusto.

Non ho praticamente avuto voce in capitolo – per questo in alcuni ospedali sta cominciando ad essere utilizzato il piano del parto per poter informare il personale sanitario sulle proprie volontà – non mi sono sentita ascoltata nonostante fossi terrorizzata, nessuno ha cercato di infondermi un po’ di sicurezza tra i miei mille dubbi soprattutto legati all’allattamento.

Ma la mia opinione è confermata anche da un’altra mamma, Johanna Moorhead,  che ha riportato sul The Guardian i dati un sondaggio inglese effettuata da Mumsnet  – uno dei siti più importanti sulla maternità in UK – per Birthrights, un’associazione attivista per i diritti delle donne durante il partoe secondo la quale meno della metà delle donne inglesi ha avuto il parto che voleva.

Secondo il campione di 1100 donne, utilizzatrici del sito, di queste:

  • solo il 68% delle donne in gravidanza ha scelto come partorire
  • il 31% non ha avuto alcun controllo sulla sua esperienza di parto
  • il 23% non ha potuto scegliere nulla su come intervenire durante il travaglio
  • il 18% si è sentita non ascoltata
  • il 24% ha detto di non aver acconsentito alla procedura di un cesareo

Se il parto non va come si erano immaginate è un conto, ma se la madre non viene per niente tenuta in considerazione è un altro. Questo infatti non può che avere delle conseguenze sui primi istanti di vita con il nascituro.

Sempre secondo questa ricerca:

  • il 41% ha avuto un impatto negativo con la nascita
  • quasi metà delle donne ha affermato di aver avuto una difficile relazione con il bambino (cosa che è successa anche a me)
  • il 22% ha affermato di aver avuto un impatto negativo con il bambino e la percentuale è salita al 59% per le donne che hanno subito il cesareo.

In questa ricerca sono esclusi i padri, ma è evidente che non considerarli da un piano di parto li mette nella condizione di non poter da subito aver un rapporto sereno con il proprio bimbo (per esempio hanno tenuto mio marito all’oscuro delle mie condizioni durante il primo parto dicendogli semplicemente che le ore successive sarebbero state determinanti. Lui era lì con Paola nella cullina e non se l’è goduta affatto, preoccupato com’era).

Ricordate la campagna di qualche tempo fa #bastatacere sulla violenza ostetrica? Ecco, io penso che non si tratta di fare terrorismo psicologico alle future mamme, ma renderle consapevoli che avere una buona esperienza di nascita può determinare anche l’attaccamento successivo, oltre ad evitare la depressione post partum.

E’ infatti risaputo e scientificamente dimostrato che la qualità dell’attaccamento del bambino alla mamma, al papà, sin dalle prime ore dopo la nascita pone le basi per uno sviluppo corretto e sano del bambino.

Se una donna inizia la sua vita da mamma sentendosi insicura, poco confidente, e infelice, non potrà dare tutta se stessa nel processo di attaccamento con il bambino, mentre potrà farlo una neomamma felice, soddisfatta della sua esperienza di parto, e sicura di sé. Se ciò avviene, si garantisce un migliore inizio non solo alla mamma, ma anche e soprattutto al neonato.

E voi unimamme cosa ne pensate?

Valentina Colmi

Recent Posts

  • News

La Manovra di Rivolgimento Fetale: Tempistiche, Efficacia e Possibili Rischi

Questo articolo discute la manovra di rivolgimento fetale, un tentativo di orientare la testa del…

16 ore fa
  • News

Josh O’Connor: un Appassionato di Sneaker in Incognito? Il Segreto dello Stile dell’Attore Inglese Potrebbe Sorprendervi

Questo articolo esplora l'eleganza sobria di Josh O'Connor, l'attore inglese noto per "The Crown", svelando…

2 giorni fa
  • News

Senza Limiti d’Età: Consigli di Stile per Vestirsi alla Perfezione in Ogni Occasione Glamour

Questo articolo offre consigli su come scegliere l'outfit perfetto per una festa, sottolineando l'importanza del…

3 giorni fa
  • News

Amnesty International lancia un allarme: l’escalation di violenza su donne e bambine nel mondo

Amnesty International denuncia l'aumento della violenza contro donne e bambine in zone di guerra e…

4 giorni fa
  • News

Relazioni Tossiche: Come Riconoscerle e Ritrovare la Serenità

Questo articolo esplora le relazioni tossiche, i segnali di allarme da non ignorare e come…

5 giorni fa
  • News

Classifica Preliminare: I 17 Migliori Film del 2026, da Sorrentino a Zhao

Mi dispiace, non hai fornito un articolo da riassumere. Potresti per favore fornire i dettagli…

6 giorni fa