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“Questo è l’uomo che ha molestato mia figlia”: la denuncia di una mamma

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Valentina Colmi

Confesso che le tecnologie a volte mi fanno molta paura. Il loro lato positivo è davvero straordinario, ma quello negativo è altrettanto terrificante.

Si è da poco celebrata la Giornata Nazionale di Internet Sicuro e dal cyberbullismo alla pedofilia, passando dai vari predatori sessuali bisogna essere genitori molto attenti, aiutare i propri figli quando non hanno gli strumenti a comprendere.

Quando poi si leggono storie come quella che stiamo per raccontarvi, credetemi, passa davvero la voglia di dare ai figli qualsiasi dispositivo digitale.

Mamma racconta la storia della figlia vittima di un pedofilo on line

Hanna H è una madre di 4 figli e ha voluto condividere con il mondo la storia nella quale la sua secondogenita di appena 11 anni è stata vittima di un pedofilo, storia che fa molto riflettere.

Prima di tutto Hanna non è una sprovveduta, una che ha pensato “tanto ai miei figli non capita”: lavorava infatti come operatrice sociale con bambini vulnerabili quando è successa la tragedia.

Non volevo che mia figlia avesse Facebook: l’età legale è di 13 anni e lei ne aveva solo 11. Sua sorella più grande l’aveva e tutti gli amici a scuola ne parlavano; lei diceva di sentirsi tagliata fuori. Mi tormentava tutti i giorni: “Noi è giusto, Maddy ce l’ha, Kate ce l’ha, perché io no? Per favore mamma per favore” ha dichiarato la donna all’Indipendent.

E così Hanna ha ceduto: “Sapevo che non avrei dovuto lasciarla, ma alla fine purtroppo ho ceduto – ero stufa delle discussioni senza sosta. Le ho impostato le restrizioni sulla privacy e le ho detto esplicitamente che non avrebbe dovuto accettare l’amicizia di persone che non conosceva. Ho annotato la sua password e le ho detto che le occasionalmente le avrei controllato l’account.L’ho messa in guardia dai pedofili.

Purtroppo però Hanna non ha fatto  i conti con la “tecnica” che si usa spesso su Facebook: viene creato un profilo falso e si fa credere di avere altre amicizie comuni. In questo modo chi riceve la richiesta d’amicizia pensa di essere al sicuro, visto che altre persone di cui si fida l’hanno già concessa al profilo sconosciuto.

In questo caso si trattava di un profilo fasullo di un alunno che frequentava la stessa scuola della figlia di Hanna e diversi amici della bambina erano suoi amici, quindi  pur non essendo sicura di conoscerlo, si è fidata.

La madre continua a raccontare: “Ho scoperto chi era solo al processo. Viveva proprio dietro l’angolo, vicino a noi. Non ho idea se abbia  preso di mira mia figlia perché sapeva chi era o se si sia trattata di una terribile coincidenza. Non lo saprò mai. È stato condannato a cinque anni di detenzione. Era l’assistente sorridente che ci aiutava nel nostro supermercato locale. Sui trent’anni, alto, magro e uno sguardo intelligente: non si poteva immaginare fosse un pedofilo. Scambiava una battuta e si offriva di aiutarci con le buste della spesa. Mi ricordo di avere detto a un’amica: “Hai visto quel nuovo ragazzo nel negozio? È così carino e gentile”. Ero affascinata da lui. Questo è l’uomo che ha molestato mia figlia“.

Quello che è accaduto la ragazzina se l’è tenuto dentro per un anno perché si vergognava moltissimo di aver disobbedito alla madre accettando l’amicizia di chi non conosceva e ovviamente per quanto è susseguito.

Ha cominciato mandandole dei messaggi amichevoli, qualche battuta, qualche emoticon, tutto relativamente innocente. Poi le ha progressivamente chiesto di accendere la telecamera: non sapevo nemmeno che Facebook ne avesse una. Prima lei ha resistito, ma stavano costruendo un’amicizia e lei si sentiva obbligata. Mi ha detto che si sentiva anche incuriosita. Ha acceso la webcam ma non si è mostrata, invece ha messo uno dei suoi orsacchiotti di fronte allo schermo. Il fatto che abbia un orsacchiotto a portata di mano per fare questo mi spezza ripetutamente il cuore”. Il racconto continua ed è sconvolgente.

Si è masturbato di fronte alla webcam. Il primo approccio sessuale di mia figlia è stato vedere il pene di un pedofilo mentre si masturbava nella sua stanza. Ha chiuso la sua webcam e lui allora ha cominciato a mandarle dei messaggi osceni, sprezzanti, misogeni e sessualmente abusivi. Quando la polizia ha letto i messaggi è stato difficile per noi da accettare. Un misto di disgusto, incredulità, disperazione e tristezza tutto insieme. L’infanzia di mia figlia è stata contaminata. Lei successivamente lo ha bloccato. E’ accaduto tutto nell’arco di due settimane”.

Hanna racconta che ci è voluto molto tempo affinché sua figlia tornasse a sorridere di nuovo, visto che non si sentiva più sicura neanche in casa sua. Inizialmente -dopo aver tolto Facebook e chiuso l’account – la figlia ha anche chiesto un altro telefono, ma quando la madre le ha detto di no poi non ci ha più provato.

Nel frattempo il pedofilo è stato denunciato da un’altra madre che ha controllato il profilo della figlia: al processo è stato accusato di aver usato lo stesso comportamento con altre 38 ragazze.

Abbiamo 4 figli e una volta che la cena è pronta, c’è da stare con i due più piccoli a cui leggere le favole, far fare i compiti e il bagno. Mi imbarazzo a dire che non ho mai fatto attenzione alle più grandi che andavano nelle loro stanze, ero completamente ingenua. Ho realizzato a quel punto e troppo tardi che i computer e i telefoni devono stare al piano di sotto e solo sotto supervisione“.

Bisogna sempre prestate attenzione: “Ho fallito nella mia missione di educare mia figlia a riconoscere i pedofili: pensavo fossero vestiti da lupo cattivo, con le parole “molestatore sessuale” tatuate in faccia?

Insomma unimamme, davvero una brutta storia che però può insegnare a noi come comportarci per prevenire casi del genere.  Dobbiamo parlarne di più, dobbiamo noi genitori prima di tutto essere consapevoli che si tratta di un problema grave, che non dobbiamo sottovalutare niente: informiamoci, leggiamo libri, andiamo a conferenze sul tema internet e sicurezza per i nostri figli.

Perché non possiamo permetterci di dire: “a me non capita”. 

E voi unimamme cosa ne pensate?

Valentina Colmi

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