Con 138 si, 17 no e 21 astenuti anche al Senato è passato il Ddl pensato per contrastare la povertà. Lo stesso provvedimento aveva già avuto l’approvazione della Camera, pertanto da qui a poco, si spera, tante famiglie potranno godere di questo diritto. Manca solo il decreto di attuazione.
A oggi in Italia, secondo i dati Istat, ci sono circa 400 mila famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta, ovvero 1 milione e 770 mila persone. Davvero troppe per un Paese che si ritiene civile.
Il nuovo Reddito di inclusione, REI, dovrebbe andare a sostituire l’attuale Sostegno per l’inclusione attiva (SIA), che da settembre 2016 ha raggiunto circa 65 mila famiglie, il quale prevede i seguenti requisiti:
Il reddito di inclusione dovrebbe garantire però degli importi superiori a quelli che oggi garantisce il Sostegno per l’inclusione attiva, che risultano essere i seguenti:
Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si dice soddisfatto per questo risultato raggiunto e a tal proposito dichiara su La Stampa: «Tale strumento rappresenta il pilastro fondamentale del Piano nazionale per la lotta alla povertà e colma un vuoto annoso nel sistema italiano di protezione degli individui a basso reddito, che ci vedeva come l’unico Paese, insieme alla Grecia, privo di una misura strutturale di contrasto alla povertà. Il REI è il segno di un nuovo approccio alle politiche sociali, fondandosi sul principio dell’inclusione attiva, ovvero sul vincolo di affiancare al sussidio economico misure di accompagnamento capaci di promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi».
Gli unici requisiti che finora si conoscono, affinché si possa accedere al reddito di inclusione risultano essere:
Tale provvedimento è stato pensato, dunque, per ridare un po’ di dignità a quelle tante famiglie che oggi arrancano per poter vivere e per poter regalare loro, anche seppur minima, speranza.
Lo scopo di tutto ciò è il reinserimento nel mondo del lavoro per tutte quelle persone che, invece, non avrebbero più aspettative. Il REI infatti potrà essere ricevuto solo se il nucleo famigliare si impegnerà a rispettare un progetto di reinserimento lavorativo appositamente predisposto.
Circa le risorse, dal 2018 per il Rei saranno stanziati circa 2 miliardi, che però non basteranno per tutte le famiglie che risultano essere in povertà assoluta. Ma si prevedono aumenti graduali delle risorse destinate.
E voi unimamme cosa ne pensate di tale provvedimento?
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