Unimamme, torniamo a raccontarvi di un fatto doloroso ma di cui bisogna parlare per sensibilizzare il più possibile su un problema serio e sempre più diffuso.
Un bambino di un scuola elementare dell’Alto Friuli è rientrato a casa accusando dolori, ma inizialmente, non avendo accennato a quanto accaduto a scuola, la mamma ha pensato che si trattasse di qualcosa di passeggero e gli ha dato una tisana.
Il giorno successivo però il bambino zoppicava e aveva anche dolori a un ginocchio. A quel punto la donna si è allarmata e ha chiesto cosa fosse successo.
Dopo un’iniziale ritrosia il bimbo si è confidato. Il resoconto è agghiacciante. Il bambino ha infatti raccontato di essere stato selvaggiamente picchiato nei bagni della scuola da alcuni bambini che colpendolo ripetutamente nelle parti intime, con calci e pugni, gli hanno gridato: “sei un lecchino“.
“Gli hanno intimato di tacere, di non rispondere correttamente alle domande delle maestre e che se avesse osato fare diversamente sarebbe stato picchiato ancora” ha riferito la mamma.
L’orribile caso si è verificato settimana scorsa, ma non sarebbe stata la prima volta, come raccontato dalla madre del ragazzino ai carabinieri. Ad aggredirlo sarebbero stati tre coetanei.
Al pronto soccorso gli hanno dato 4 giorni di prognosi, ma saranno effettuati ulteriori accertamenti clinici. La donna vuole vederci chiaro e per questo ha allertato le maestre e i carabinieri di quanto accaduto.
«Le maestre mi hanno assicurato di non aver avuto alcun sentore di quanto gli stavo raccontando. Anche loro mai avrebbero immaginato che durante la ricreazione, nei bagni della scuola potessero accadere atti di bullismo. Non lo sapevano anche perché mio figlio l’ha raccontato solo a me”.
Tenete presente che si tratta, se confermato, di gravi violenze perpetrate da bambini sotto i 10 anni.
Alle forze di polizia, come si legge su Il Messaggero, la mamma ha fatto i nomi e cognomi dei presunti aggressori. Ora toccherà alla polizia indagare.
Unimamme, purtroppo i casi di bullismo sono in crescita, nonostante ci siano diverse iniziative, purtroppo non consolidate a livello nazionale, che portano risultati. Il problema è che sono orientati agli studenti delle medie, mentre bisognerebbe iniziare sin dalle elementari e anche prima, in un ottica preventiva. E voi cosa ne pensate?
Vi lasciamo con un’altra assurda storia di una bimba di 7 anni picchiata dai compagni in una scuola milanese.
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