Partite+Iva+e+maternit%C3%A0%3A+finalmente+con+la+riforma+del+lavoro+nuovi+diritti
universomammait
/2017/05/10/partite-iva-maternita-finalmente-la-riforma-del-lavoro-potra-riconoscerla/amp/

Partite Iva e maternità: finalmente con la riforma del lavoro nuovi diritti

Published by
Valentina Colmi

Chi è un lavoratore autonomo, ovvero a Partita Iva, non ha alcuna tutela: non ha ferie, permessi, maternità, malattie. Almeno fino ad oggi.

Pare infatti che finalmente il Senato darà il via libera al Jobs Act degli autonomi: la nuova legge riconoscerà appunto malattia, maternità, ferie e tutte quelle tutele finora negate ai quasi 2 milioni e mezzo di lavoratori che sono indipendenti e che non hanno una rappresentanza sindacale.

Partite Iva e maternità: ecco i nuovi diritti

La legge introduce infatti delle novità che possono essere utili a tutte le donne in gravidanza, che spesso per non perdere il lavoro devono riprendere a lavorare pochissime settimane dopo il parto, se non addirittura qualche giorno dopo, e che finora perdevano il diritto alla maternità.

Accadeva infatti che le neomamme con partita IVA, non iscritte a ordini professionali, pur avendo diritto ad un assegno di maternità pari all’80% degli ultimi redditi mensili, per poterli ricevere dovevano non lavorare per 5 mesi. Ma poiché, ciò comportava il rischio di perdere clienti e commesse, in pochissime lo facevano.

Questo cambierà.

La lavoratrice autonoma e iscritta alla gestione separata, con la nuova legge:

  • potrà continuare a fatturare percependo la maternità
  • potrà concordare di trovare un sostituto che abbia le stesse qualifiche professionali per il tempo di astensione dal lavoro
  • il congedo parentale verrà  esteso dagli attuali 3 a 6 mesi e sarà possibile utilizzarlo entro i tre anni dalla nascita del figlio.

In caso di infortunio o malattia per i quali ci si dovrà astenere dal lavoro per più di 60 giorni si potrà:

  • interrompere il versamento dei contributi e dei premi assicurativi per un massimo di due anni
  • in caso di patologie oncologiche sarà riconosciuto dal punto di vista economico l’assenza dall’attività lavorativa pari alla degenza ospedaliera.

Non si verrà più pagati dopo 60 giorni (le clausole di questo tipo saranno considerate illegali) e non si potrà più modificare unilateralmente il contratto di lavoro.

Inoltre, si potrà dedurre fino a 10mila euro all’anno la somma investita in formazione, come corsi, seminari, master, congressi etc.

Infine, per i collaboratori esterni dell’azienda deve essere previsto un compenso uguale a chi è assunto con contratti collettivi.

Fondamentale sarà anche il tempo di astensione dal lavoro, chiamato diritto di disconnessione stabilito tra cliente e lavoratore, durante il quale non si dovrà lavorare.

E voi unimamme cosa ne pensate? Di certo una rivoluzione.

Valentina Colmi

Recent Posts

  • Alimentazione dei bambini

Cibi e allergeni: le nuove disposizioni per i bambini fino ai 12 anni

Questo articolo esplora le nuove disposizioni su cibi e allergeni per i bambini, sottolineando l'importanza…

1 giorno fa
  • Salute e benessere bambini

Malanni di stagione: come non andare in panico se tuo figlio ha la febbre alta

Questo articolo offre consigli pratici su come gestire la febbre alta nei bambini, riconoscere i…

1 settimana fa
  • Allattamento

Ruttino neonato: mito o necessità? La verità e come farlo nel modo giusto

Dopo ogni poppata, i genitori attendono con ansia il momento in cui il loro piccolo…

1 settimana fa
  • Scuola

Compiti a casa: un incubo? Come trasformare lo studio in un gioco

Pianti disperati e proteste per non fare i compiti a casa sono scene quotidiane in…

1 settimana fa
  • Salute e benessere in gravidanza

Gonfiore addominale in gravidanza: cause e rimedi

Questo articolo esplora le cause dei gonfiori addominali in gravidanza e offre consigli pratici per…

1 settimana fa
  • Adozione e affido

Celebrità adottate: ecco 9 incredibili storie poco conosciute

Nel mondo dello showbusiness ci sono diverse celebrità adottate di cui si sa molto poco:…

1 settimana fa