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Salute e benessere bambini

Bambina cade in piscina e rimane senza ossigeno: una nuova terapia la salva

Published by
Maria Sole Bosaia

Unimamme, oggi vogliamo raccontarvi la straordinaria storia di una bambina che è riuscita a superare un brutto incidente.

Annegamento e danno cerebrale: una nuova cura

Eden Carlson è una bimba di pochi anni che è affogata nella piscina di famiglia nel 2016. Purtroppo la piccola ha trascorso ben 15 minuti sott’acqua lasciandole apparentemente ben poche speranze di ripresa.

Un mese dopo l’incidente il suo corpo non rispondeva agli stimoli e si divincolava continuamente. Non riusciva nemmeno a camminare o parlare.

Dopo 55 giorni i medici hanno cominciato a somministrarle una cura con ossigeno normobarico dove i livelli di ossigeno sono gli stessi di quelli a livello del mare.

Dopo 45 giorni di cure Eden sembrava essere più vigile ed era in grado di muovere gli arti. La sua famiglia si è spostata a New Orleans per una nuova fase di cure.

La piccola rimaneva in una camera iperbarica per 45 minuti al giorno cinque giorni la settimana per un totale di 39 sessioni.

I ricercatori della LSU Health New Orleans School of Medicine e dell’Università del North Dakota School of Medicine hanno diffuso informazioni sul loro trattamento.

Le scansioni del cervello hanno evidenziato che la materia grigia del cervello di Eden che aveva mostrato un significativo danneggiamento dopo il ricovero in ospedale ora aveva una quasi completa inversione del danno.

Eden ha ripreso a parlare, inoltre le sue funzioni motorie sono quasi al livello pre-incidente. Riesce addirittura a camminare.

La storia del suo recupero è così straordinaria da diventare protagonista di un articolo in un giornale medico.

Purtroppo il dramma di Eden non è così raro in America.

L’annegamento accidentale è la quinta causa di morte in America e ogni giorno muoiono 10 persone. 1 persona su 5 è un bimbo sotto i 14 anni o persino più giovane.

Anche coloro che sopravvivono, spesso hanno gravi conseguenze.

Il danno al cervello associato all’annegamento porta a disabilità a lungo termine, come problemi di memoria, problemi di apprendimento, mancanza permanente di funzioni elementari.

Il caso di Eden è significativo per tanti altri genitori i cui figli hanno avuto incidenti simili al suo e che adesso hanno una nuova speranza.

Unimamme cosa ne pensate di questo caso di cui si parla su LSU Health New Orleans.

Noi vi lasciamo con la testimonianza di una mamma la cui figlia ha rischiato di annegare.

Maria Sole Bosaia

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