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Attualità

Una mamma di 2 bimbi è stata segregata e violentata per 10 anni in una baracca

Published by
Maria Sole Bosaia

Unimamme oggi vi raccontiamo una storia dai contorni veramente oscuri che riguarda una mamma e i suoi bambini.

Donna segregata per 10 anni

Una donna di origine rumena, oggi ventinovenne, è stata costretta a vivere reclusa, per 10 anni in una baracca fatiscente insieme ai suoi figli, sottoposta a inaudibili violenze, da un uomo italiano: il cinquantaduenne Roberto Giordano.

La vicenda si è svolta a Gizzeria, in provincia di Catanzaro, dove Giordano, con precedenti per reati a sfondo sessuale e maltrattamenti in famiglia, ha segregato una ragazza, giunta in Italia per fare da badante alla sua ex compagna, vietandole qualsiasi contatto con l’esterno.

Qualche giorno fa i carabinieri hanno fermato l’uomo per un controllo di routine e, insospettiti dall’aspetto del bimbo di 9 anni, malvestito e denutrito, che era con lui, hanno approfondito gli accertamenti e si sono fatti accompagnare presso il luogo di residenza.

Lì, in una baracca puzzolente e infestata da insetti e topi i carabinieri hanno trovato la ventinovenne legata al letto, insieme a lei una bambina di 3 anni.

Entrambi i figli della donna sono nati dalle terribili violenze perpetrate dall’uomo, costretti anche ad assistere agli abusi mentre il più grande, dietro coercizione, ha partecipato alle torture inflitte alla mamma.

Nella baracca non c’era acqua nè servizi igienici che erano ricavati da sacchetti della spazzatura, mentre i letti erano costituiti da giacigli di cartone.

Legata costantemente al letto la donna era costretta a subire sevizie e stupri, durante le gravidanze non ha mai ricevuto assistenza e quando aveva bisogno di punti per ricucire le ferite era Giordano a farlo.

“In trent’anni di attività professionale non ho mai visto una cosa del genere” ha dichiarato Salvatore Curcio, procuratore di Lamezia Terme su Il Corriere.

La donna e i figli sono stati subito collocati in località protetta mentre Roberto Giordano è stato posto in stato di fermo per maltrattamenti in famiglia, riduzione in schiavitù e violenza sessuale pluriaggravata.

Unimamme, questa storia, in tutta la sua disumanità ci lascia atterrite, voi cosa ne pensate?

Noi vi lasciamo con un’altra storia di violenza sessuale.

 

 

Maria Sole Bosaia

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