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Attualità

Batterio killer in ospedale: parlano i neonatologi e un’infermiera

Published by
Maria Sole Bosaia

Batterio killer in ospedale : gli altri 6 neonati ricoverati presso gli Spedali Civili di Brescia, tra cui il gemello del bimbo morto, stanno bene e sono in miglioramento.

A dare questo annuncio è l’Asst Spedali Civili di Brescia, Ezio Belleri.

Dopo la  morte di un neonato a causa di questo batterio è stata aperta un’indagine su 16 persone.

Sul caso di è espressa anche la Sin, la Società italiana di neonatologia.

Deve essere chiaro che un neonato di peso inferiore a un chilo è estremamente vulnerabile e che le epidemie nelle terapie intensive neonatali sono oggi eventi ineluttabili; l’impegno quotidiano del personale nel tentativo di ridurle è sempre al massimo, ma non è possibile annullarle“.

La Sin ci tiene a fornire un’informazione che non generi impressioni sbagliate e che non scateni panico e insicurezza.

Riguardo all’indagine si esprimono così: “essere indagati per omicidio colposo per la morte, ancorché dolorosa, di un neonato di questo peso che necessita cure intensive è difficilmente accettabile, anche se è un atto dovuto a garanzia degli interessati”.

I membri della Sin desiderano soprattutto che tutti siano consapevoli che: L’Italia è tra i primi paesi al mondo per una bassa mortalità, ma dobbiamo essere consapevoli che se si tratta di piccoli pazienti in condizioni critiche il rischio è altissimo. Tuteliamo il diritto alla salute, ma non creiamo false aspettative che possano innescare reazioni sbagliate e pericolose contro i medici, ed annullare il patrimonio di motivazione del personale sanitario”.

Il primario Gaetano Chirico aggiunge che sarà difficile scoprire l’origine del focolaio.

La Serratia infatti è un batterio ubiquitario, ossia può vivere in molti tipi di ambiente. Inoltre si può trovare su animali e insetti.

Dalle prime indagini il personale è risultato essere negativo, anche i risultati a livello ambientale ha avuto esito negativo.

Infine, Lord O’Neill, un economista, ha stimato che nel mondo nel 2050 le infezioni batteriche causeranno circa 10 milioni di morti l’anno.

Negli ultimi anni si sono verificate decine di epidemie di Serratia marcescens nelle Terapie Intensive neonatali. In Spagna 51 neonati sono stati infettati e il governo spagnolo ha dovuto chiudere il reparto.

La serratia Marcescens, per fare chiarezza, è un patogeno opportunista, fa parte della famiglia delle Enterobateriaceae che conta 14 specie. Si tratta di un batterio gram negativo responsabile di infezioni:

  • del tratto urinario
  • delle vie respiratorie,
  • batteriemiche
  • infezioni della ferita chirurgica
  • meningiti
  • infezioni oculari

La Serratia marcescens colpisce pazienti immuno compromessi, in particolare quelli in terapia intensiva dove ci sono persone sottoposte a manovre invasive e trattamenti antibiotici intensivi.

Secondo i dati epidemiologici la Serratia è responsabile:

  • del 6,5% delle infezioni da Gram negativi in Terapia intensiva
  • 3,5% di infezioni nei pazienti ricoverati nei reparti di degenza ordinari

La Serratia spp è la settima causa più comune di pomonite.

Fonti più comuni di infezioni sono:

  • brocoscopi
  • laringoscopi
  • nebulizzatori
  • soluzioni saline
  • antisettici
  • il distributore di sapone liquido
  • acqua del rubinetto

La modalità di trasmissione è il contatto.

Per evitare il contagio bisogna attuare decise misure organizzative che però non sono sempre disponibili o attuabili, inoltre come ricordava precedentemente la Sin i prematuri sono molto fragili.

In ultimo l’igiene delle mani è una componente fondamentale.

Unimamme, cosa ne pensate di queste considerazioni riportate da Rosaria Palermo, un’infermiera specialista del rischio infettivo su Nurse Times?

 

Maria Sole Bosaia

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