Dato l’alto numero di casi registrati dal 2 al 7 settembre nella zona della Bassa bresciana orientale, l’Agenzia di Tutela della Salute, Ats, sta indagando sulle cause: sono infatti in atto indagini epidemiologiche ed ambientali. Terribile è l’ipotesi che possa derivare da un batterio presente nell’acqua.
I comuni coinvolti sono:
Sul sito di Ats di Brescia è stato pubblicato un avviso alla popolazione, che viene tranquillizzata perché viene dichiarato che non esisterebbe alcun tipo di rischio per l’utilizzo dell’acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell’attività nelle varie comunità (scuole, luoghi di lavoro, ecc..).
Vengono però elencate una serie di buone pratiche da mettere in atto nelle abitazioni per evitare qualunque situazione di rischio, anche solo a scopo precauzionale:
Un allerta speciale è rivolta alle persone affette da patologie croniche come diabete, malattie polmonari croniche, cardiopatie o altre patologie che deprimono il sistema immunitario come tumori, patologie infettive in corso: queste devono prestare particolare attenzione ad alcuni sintomi, ad es. all’insorgere di difficoltà respiratorie e febbre è opportuno che si rivolgano al più presto al proprio medico curante. Del resto l’età media delle persone che si sono recate in ospedale sembrerebbe alta.
E voi unimamme, conoscevate tutte queste precauzioni?
Vi lasciamo con l’altra allerta che riguarda la febbre del Nilo.
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