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Microplastiche nell’uomo: l’allarme degli scienziati su possibili malattie gastrointestinali

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valeria bellagamba
Microplastiche in mare (iStock)

Microplastiche nell’uomo: le ha trovate una nuova ricerca scientifica. L’allarme degli scienziati su possibili malattie gastrointestinali.

Vi abbiamo da poco parlato di microplastiche trovate nel sale e assunte quotidianamente da noi tutti ed ecco che esce un nuovo studio che per la prima volta ha trovato microplastiche nell’uomo. Si tratta di residui di polimeri rinvenuti nelle feci umane.

Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell‘Università di Medicina di Vienna e dell’Agenzia dell’Ambiente austriaca e ne stanno parlando tutti i giornali.

Microplastiche nell’uomo: la scoperta

Per la prima volta, e purtroppo è una pessima notizia anche se non una sorpresa, sono state trovate microplastiche nell’uomo. Sono state rinvenute nelle feci umane da una ricerca dell’Università di Medicina di Vienna e dell’Agenzia dell’Ambiente austriaca.

Si tratta di minuscole particelle di polimeri entrare nell’uomo attraverso la catena alimentare. Del resto si sa da tempo che una gran quantità di plastica viene ingerita dai pesci e sta mettendo in serio pericolo l’ecosistema di mari ed oceani.

La plastica poi, con le sue particelle infinitesimali, impercettibili all’occhio umano, ma potenzialmente molto dannose, ha contaminato l’acqua dolce, quella del rubinetto e perfino quella in bottiglia, la troviamo anche nel sale, un’altra fonte importante di microplastiche, e addirittura nella birra, prodotta con acqua di acquedotto. Non è una sorpresa dunque che le microplastiche siano finite anche nell’organismo umano.

Ogni anno ben otto tonnellate di plastica finiscono negli oceani, con le conseguenze che si possono immaginare. Nell’Oceano Pacifico esiste addirittura un’isola gigantesca di plastica galleggiante.

Tutta questa plastica non viene smaltita nell’ambiente, non è biodegradabile, se non in centinaia di anni. Nel frattempo, rimane nell’ambiente e magari si frantuma in parti più piccole che vengono ingerite dagli animali, soprattutto dai pesci, contaminando la catena alimentare. Era solo questione di tempo perché fosse trovata anche nell’uomo.

Oltre che nell’acqua e negli alimenti, la plastica è presente anche nell’aria: le sue minuscole particelle contaminano gli spazi aperti e l’interno delle nostre case. Così non solo ingeriamo plastica, attraverso l’acqua e il cibo contaminati, ma la respiriamo perfino.

L’altra fonte di microplastiche sono i cosmetici che contengono microsfere di plastica. Pensiamo ai bagni schiuma o detergenti scrub, che tuttavia saranno presto vietati nell’Unione europea.

Una situazione a cui porre riparo al più presto, se vogliamo evitare conseguenze molto pericolose e irrimediabili sulla salute. La presenza di microplastiche nelle feci potrebbe essere all’origine di malattie gastrointestinali.

Lo studio dell’Agenzia dell’Ambiente austriaca è stato condotto su un piccolo gruppo di otto persone provenienti da otto diversi Paesi: Austria, Finlandia, Giappone, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito e Russia. Le microplastiche sono state trovate nelle feci di tutte le persone esaminate: nove tipi diversi di polimeri su dieci varietà testate. Per microplastche si intendono tutte quelle particelle di plastica inferiori ai 5 mm.
Le particelle più comuni trovate nelle feci delle persone esaminate sono il polipropilene (PP) e il polietilene tereftalato (PET). Le dimensioni delle particelle andavano da 50 a 500 micrometri. Sono state trovate in media 20 particelle di microplastiche in ogni dieci grammi di feci.

La conclusione a cui sono giunti i ricercatori austriaci che hanno trovato particelle di plastica nelle feci umane è che “le microplastiche potrebbero essere presenti nel 50% della popolazione mondiale”. Un risultato sconvolgente, anche se gli stessi ricercatori hanno precisato che serviranno ulteriori studi, condotti su più vasta scala.

Che ne pensate unimamme? Vi aspettavate un esito del genere?

La ricerca è stata segnalata da Repubblica.

 

valeria bellagamba

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