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Test di Coombs in gravidanza: quando eseguirlo e cosa comporta

Published by
Michele

Vediamo in cosa consiste e quando sarebbe bene fare il test di Coombs per monitorare lo stato di salute del feto e l’eventualità di una malattia emolitica.

Durante la gravidanza al donna si sottopone a diversi esami e visite specialistiche per prevenire o curare eventuali patologie.

Un primo esame è quello del prelievo di sangue, utile, tra le varie cose, per determinare il gruppo sanguigno (A, B, AB, 0) e l’eventuale presenza del fattore Rh (Rh positivo – Rh negativo). Questi due esami possono essere anche effettuati dal padre del nascituro.

Sono dati importanti perché servono a valutare la possibilità che il feto possa ereditare il gruppo sanguigno del padre, quando questo sia diverso da quello della madre. In questo caso, l’organismo materno potrebbe identificare come estranei e di conseguenza distruggere i globuli rossi del feto attraverso la produzione di appositi anticorpi detti anticorpi anti-D.

Quando, come e perché effettuare il test di Coombs indiretto

Per controllare la presenza e la concentrazione di eventuali anticorpi materni dannosi ai globuli rossi del feto, viene eseguito il test di Coombs indiretto. Si tratta di un esame effettuato sul sangue della madre e gratuito perché passato dal Sistema Sanitario Nazionale.

Questo test di screening si effettua nel primo trimestre di gravidanza (entro la 16 settimana) per valutare se l’organismo della mamma produce specifici anticorpi (anti-D), che potrebbero distruggere i globuli rossi del feto in seguito al contatto tra il sangue della madre e quello del feto. Tale contatto può avvenire durante test invasivi come amniocentesi e villocentesi, oppure nel caso di aborto o durante il parto.

Riducendosi il livello dei globuli rossi, il feto è soggetto ad anemia denominata malattia emolitica del feto, che può condurre alla morte intrauterina. Problemi di anemia li può avere anche il nascituro, in questo caso si parla di anemia emolitica neonatale e può provocare anche danni cerebrali.

In genere, il rischio di malattie emolitiche nella prima gravidanza è basso, in quanto spesso solo durante il parto si verifica il contatto tra sangue materno e del feto e quindi solo da quel momento la mamma produce anticorpi anti-D. Il test si effettua soprattutto a donne che hanno un gruppo sanguigno RH negativo.
Ci sono infatti quattro diversi casi che si possono verificare:

  1. La mamma ha un fattore RH positivo: in questo caso di solito non ci sono problemi di incompatibilità. Il test viene comunque ripetuto, per sicurezza,  alla 28^ settimana di gravidanza;
  2. La mamma ha un fattore RH negativo e il gruppo sanguigno del padre è negativo ed il Test di Coombs indiretto risulta negativo: l’esame viene ripetuto per sicurezza alla 28^ settimana di gravidanza, ma si presume che non ci siano problemi di incompatibilità fra i gruppi sanguigni materno e  fetale;
  3. La mamma ha un fattore RH negativo, il gruppo sanguigno del padre è RH positivo, ma il Test di Coombs indiretto risulta negativo: in questo caso l’esame viene ripetuto ogni mese per monitorare che l’esito sia sempre negativo.
  4. La mamma ha un fattore RH negativo, il gruppo sanguigno del padre è RH positivo e anche il Test di Coombs risulta positivo.

Ci sono poi altri casi, molto rari, in cui l’incompatibilità materno-fetale non è determinata dal fattore RH, ma dalla differenza di gruppo sanguigno. In questo caso, si parla di incompatibilità AB0.

Test di Coombs, l’immunoprofilassi da seguire

Di solito alle donne che presentano un fattore RH negativo si prescrive un’immunoprofilassi che si esegue intorno alle 28-30 settimane di gravidanza. Si effettua attraverso un’iniezione sulla spalla e serve per contrastare l’eventuale insorgenza degli anticorpi anti-D.
Nel corso della profilassi, il Test di Coombs indiretto sarà positivo, elemento che non deve allarmare perché alla fine l’esito sarà di nuovo negativo.
Nel caso in cui l’esito fosse positivo, bisogna rivolgersi a un centro specializzato, di secondo livello, dove si monitorerà il feto attraverso delle ecografie e la donna si sottoporrà a diversi prelievi atti a monitorare la situazione.

Voi unimamme vi siete sottoposte al test?

Michele

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