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Attualità

Pedofilo si fingeva adolescente e adescava le vittime online: condannato

Published by
Maria Sole Bosaia
fonte: iStock

Condannato un pedofilo che adescava le sue vittime online.

Il tribunale distrettuale di Uster, in Svizzera, ha condannato un trentenne di Zurigo a 2 anni e 9 mesi di carcere per ripetuta coazione sessuale, ripetuti atti sessuali con minorenni coazione e pornografia.

In passato questo pedofilo era già stato condannato per atti sessuali con minori e altri reati.

L’uomo aveva messo in rete delle immagini pornografiche ottenute da una ragazzina di origine finlandese di 15 anni.

Pedofilo online: cosa è accaduto

Per la vergogna, nel giugno dell’anno scorso questa ragazza si è tolta la vita.

Il pedofilo avvicinava le giovanissime vittime online o tramite App.

Rivolgeva loro complimenti, promesse, poi però inoltrava anche delle richieste. “Ti amo, mandami una foto dove sei nuda. Poi ti faccio un bel regalo”.

Il trentenne, che si fingeva a sua volta un adolescente, inviava in chat foto e video delle sue prestazioni erotiche. Alla fine aveva convinto 17 adolescenti alle prime esperienze a mostrarsi nude, mentre si masturbavano. Le ragazzine spedivano anche foto nude o parzialmente nude, immagini che l’uomo poi diffondeva in rete.

“Un po’ me ne fregavo di quello che volevano. Era l’impulso di mostrarmi” ha raccontato il pedofilo.

Il processo, per il quale, lo ricordiamo, è stato condannato, verte sul sexting, cioè la pratica di inviare via smartphone o internet foto intime di se stessi. Molte giovani vittime, come quelle di questa vicenda, non si rendevano conto che le foto sarebbero rimaste per sempre online.

Davanti a casi come questo un genitore si chiede cosa può fare per evitare che qualcosa del genere capiti ai propri figli.

L’associazione Pro Juventute ricorda di parlare coi figli di ciò che vivono in rete o di discuterne con una persona di fiducia.

Inoltre bisognerebbe spiegare loro quali sono rischiose, infine gli adulti dovrebbero dare il buon esempio su come ci si comporta sui social.

Infine, il pedofilo protagonista di questa brutta storia, dovrà seguire un lungo percorso di cure ambulatoriali e per 5 anni dovrà stare lontano da smartphone e pc.

Unimamme, cosa ne pensate di questa vicenda di cui si parla su Il Corriere del Ticino?

Noi vi lasciamo con i dati allarmanti sul sexting.

Maria Sole Bosaia

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