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Acrilammide nel cibo per bambini, la Ue vorrebbe alzare i livelli

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valeria bellagamba

Acrilammide nel cibo per bambini, la Commissione europea vorrebbe alzare i livelli massimi.

L’allarme arriva da Il Salvagente e riguarda i livelli di acrilammide negli alimenti per bambini: la Commissione europea vorrebbe fissare dei limiti massimi ma superiori ai livelli ora indicati nei valori guida.

Livelli di Acrilammide nel cibo per bambini: la nuova normativa europea

L’acrilammide è una sostanza chimica che si forma negli alimenti a base di amido durante la cottura ad alte temperature e nei processi di trasformazione industriale. Può essere cancerogena, per questo limitarne il contenuto negli alimenti è importante, soprattutto per tutelare la salute dei bambini, i più esposti ai rischi di questa sostanza.

Il Salvagente, mensile specializzato in test di laboratorio contro le truffe al consumatore, ha messo in guardia dal rischio che i livelli massimi di acrilammide vengano aumentati rispetto a quelli consigliasi in seguito ad una nuova normativa europea. Il mensile ha ripreso una denuncia dell’associazione Safe Food Advocacy Europe, una ong impegnata nella sicurezza alimentare in Europa. Secondo Safe, la Commissione europea vorrebbe aumentare i livelli massimi di acrilammide contenuti nei cibi per bambini.

L’associazione spiega che al momento il Regolamento europeo 2017/2158 sull’acrilammide “prevede un livello di riferimento di 40 μg/kg (mcg-microgrammi per chilo, ndr) e, secondo la nuova proposta della Dg Sante (Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare ndr) della Commissione europea, vi è un piano per fissare un livello massimo superiore a 50 μg/kg“. Safe ha espresso preoccupazione sui rischi per la salute dei bambini provocati da un più elevato livelli di acrilammide negli alimenti. Per questo motivo ha chiesto alla Commissione Ue ti ripensare l’innalzamento dei limiti massimi. Secondo Safe, “questo livello massimo più elevato impedirebbe ai produttori di ridurre il contenuto di acrilammide nei loro prodotti“.

Il Regolamento Ue 2158/2017 pur introducendo un limite alla presenza dell’acrilammide nel cibo, non ha fissato un limite di legge con relative prescrizioni e obblighi per i produttori. C’è un limite di riferimento, un valore guida al quale i produttori di alimenti si dovrebbero attenere, ma non sono previsti specifichi obblighi di legge, con sanzioni.

Negli ultimi mesi, la Commissione europea aveva riconosciuto la necessità di introdurre un vero e proprio limite di legge, a partire dal cibo per bambini da 0 a 3 anni. Tuttavia, il limite massimo consentito (50 microgrammi per chilo) sarebbe addirittura superiore di ben 10 microgrammi a quello che ora è solo indicato. Come riporta Il Salvagente.

Cos’è l’acrilammide e perché è pericoloso per i bambini

L’acrilammide è una sostanza chimica che si forma naturalmente negli alimenti amidacei durante la cottura ad alte temperature come frittura, cottura al forno e alla griglia e anche durante i processi di trasformazione industriale a oltre 120° C e bassa umidità. Il principale processo chimico che causa ciò è noto come “reazione di Maillard” ed è la stessa reazione che rende i cibi abbrustoliti e anche più gustosi.

L’acrilammide si forma a partire da alcuni zuccheri e da un aminoacido (soprattutto un aminoacido chiamato “asparagina”) che sono presenti naturalmente in molti alimenti. L’acrilammide si trova in alimenti come patatine, patate fritte a bastoncino, pane, biscotti e caffè. Fu scoperto per la prima volta negli alimenti nel 2002, ma è probabile che vi sia stato presente sin da quando è stata inventata la cottura. L’acrilammide risulta anche da molti usi industriali non alimentari ed è presente nel fumo di tabacco.

Secondo gli esperti dell’EFSA (European Food Safety Authority), l’acrilammide presente negli alimenti può aumentare il rischio di sviluppare il cancro nei consumatori per tutte le fasce d’età. Poiché questa sostanza è presente in molti limenti comuni, l’allarme per la salute vale per tutti i consumatori, ma è l’infanzia la fascia di età più esposta, sulla base del peso corporeo. I più importanti gruppi di alimenti che contribuiscono all’esposizione all’acrilammide sono i prodotti fritti a base di patate, il caffè, i biscotti, i cracker, i pani croccanti e il pane morbido.

Conoscevate questa sostanza unimamme? Che pensate della proposta della Commissione europea?

Leggi anche –> Cibo take away e salute dei bambini: le conseguenze secondo la scienza

valeria bellagamba

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