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Attualità

Manduria: 9 nuovi arresti per le torture inflitte al pensionato e c’è un’altra vittima – FOTO

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Maria Sole Bosaia

Altri nove arresti a Manduria per l’indagine sul pensionato torturato da un branco di ragazzi. 

Sembra non arrestarsi l’ondata di arresti per l’indagine sulla morte di Antonio Cosimo Stano, il pensionato sessantacinquenne di Manduria deceduto il 23 Aprile scorso dopo essere stato torturato per anni e picchiato da un branco di ragazzi.

Pensionato morto a Manduria: nuovi membri della baby gang in manette

L’uomo, che aveva problemi mentali, era rimasto talmente sconvolto dalle ripetute sevizie da chiudersi in casa senza voler più uscire o mangiare. Così, debilitato fisicamente e psicologicamente, l’avevano trovato le forze dell’ordine che l’avevano condotto in ospedale dove era poi perito.

L’indagine condotta dal pm Remo Epifani e dal capo della procura dei minorenni Pina Montanaro ha portato ad altri 9 arresti, un maggiorenne e altri minorenni ritenuti, a vario titolo, colpevoli di tortura, lesioni, danneggiamento e violazione di domicilio aggravati nei confronti di Stano e di un altro cinquantatreenne.

Tra gli episodi contestati c’è anche quello del 1 Aprile scorso ai danni di un uomo di 53 anni affetto da insufficienza mentale grave che veniva attirato in ore notturne al di fuori della sua abitazione e per “puro passatempo” veniva colpito con calci e pugni fino a procurargli l’avulsione dei denti incisivi.

I giovani membri del branco si scambiavano video delle angherie a cui sottoponevano Stano per riderne su WhatsApp.

La voce di Manduria, tempo fa, aveva pubblicato uno dei messaggi vocali che circolavano nelle chat: “Siamo entrati zitti zitti zitti… «In un secondo quello si è girato e si è trovato 5/6 persone con le mazze dentro casa. Ha cacciato un bell’urlo… Comunque mi dispiace, dai, basta, santo Dio“.

A denunciare le violenze è stata una ragazzina di 16 anni, tra tanti adulti che sapevano e tacevano o hanno cercato di sviare le indagini dai loro parenti.

Ora gli indagati sono stati condotti nel carcere di Taranto e nell’istituto minorile di Bari.

Unimamme, cosa ne pensate di questa nuova svolta di cui si parla su Huffington Post?

Maria Sole Bosaia

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