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Attualità

Bambino abbandonato perché autistico: ” siamo disponibili a prenderlo noi”

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Maria Sole Bosaia
fonte: iStock

Gara di solidarietà per il bambino rifiutato dalla famiglia perché autistico.

Unimamme, ieri vi avevamo raccontato la vicenda del bimbo di 11 anni abbandonato dai genitori perché autistico.

Bambino abbandonato: qualcuno offre aiuto

A dare la notizia è stata la Casa di San Sebastiano che però non ha potuto aiutare il piccolo.

L’Istituto Serafico di Assisi invece è disposto a prendere in carico il bambino e a dare assistenza anche alla famiglia.

Secondo l’Osservatorio nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico l’autismo colpisce 1 bambino su 77, colpendo 500 mila famiglia. Queste famiglie, per assistere adeguatamente i loro figli, spendono tra i 1000 e i 2000 Euro al mese per tutta la vita.

Le liste d’attesa sono molto lunghe e a volte non si può intervenire precocemente.

Ecco che cosa ha dichiarato la Presidente dell’Istituto Serafico.

“La notizia del bambino autistico di 11 anni rifiutato dalla famiglia mi addolora profondamente e ci tengo a ribadire che il Serafico c’è ed è disponibile a prendere immediatamente in carico il bambino e a dare tutto il supporto necessario anche alla sua famiglia. Abbiamo già preso contatti con Casa “Sebastiano”, il Centro per l’autismo di Coredo che ha segnalato l’accaduto e non ci resta che attendere i provvedimenti che verranno presi dal Tribunale dei Minori, a cui è stato affidato il bimbo” ha dichiarato la Presidente “Qualsiasi sia la motivazione che ha spinto questi genitori ad agire così, è doveroso ricordare che abbiamo davanti agli occhi una storia tragica, che non spetta a nessuno di noi giudicare. Di situazioni di disperazione e solitudine ne conosciamo purtroppo tante, al Serafico arrivano famiglie distrutte, i cui sguardi lasciano trapelare sconforto e rassegnazione, che tradiscono non solo le ferite dell’anima, ma anche quelle del corpo, specie quando i loro figli soffrono di gravi disturbi del comportamento. Ogni storia è completamente diversa, a cominciare dalle cause della presa in carico. Fra i nostri piccoli ospiti ci sono bambini in affido al Tribunale dei Minori, oppure ragazzi che sono diventati maggiorenni senza aver mai avuto l’occasione di trovare una famiglia disponibile all’affido o all’adozione. Ci sono poi bambini che hanno perso i propri genitori in situazioni tragiche, ma non mancano i figli di genitori straordinari, che ci insegnano tutti i giorni a non arrenderci mai.”

La Presidente Francesca Di Maolo aggiunge: “questo tragico episodio deve esortare tutti ad impegnarsi in modo concreto ed immediato, perché essere genitori di bambini con disabilità significa essere l’unico tramite tra loro e il mondo esterno, farsi portavoce presso le Istituzioni e l’opinione pubblica di ferme richieste di attenzione a bisogni unici, di esigibilità di diritti spesso negati. È dunque necessario che lo Stato intervenga, assumendosi le proprie responsabilità”.

“Le famiglie di questi ragazzi con disabilità vengono percepite come un costo, come una voce a carico delle risorse pubbliche. Ma si tratta di una prospettiva totalmente sbagliata. La famiglia, e ancora di più la famiglia colpita dalla malattia, dalla disabilità, o da altre problematiche è una risorsa strategica per lo sviluppo, perché la famiglia è capace di intraprendere, di patrimonializzare, di risparmiare, ma anche di curare, di assistere e di sostenere. La burocrazia, i limiti di spesa, i continui tagli nella sfera della salute e della cura e un welfare ormai obsoleto che continua ad erogare prestazioni standard verso risorse standard, ci stanno facendo perdere di vista la grandezza della vita. Dobbiamo uscire dalla visione assistenzialistica. Prendersi cura della vita più fragile è quanto di più generativo e prezioso che una società possa fare, perché la fragilità e il limite fanno parte dell’uomo e una società che li esclude è disumana, irragionevole e condannata all’infelicità.”

Unimamme,voi cosa ne pensate di queste considerazioni e di questa offerta di aiuto dall’Istituto Serafico?

 

Maria Sole Bosaia

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