Dei ladruncoli ventenni hanno rubato alcune brioches di un bar, la proprietaria li ha obbligati a lavorare da lei.
Unimamme, oggi vi parliamo della vicenda di una barista che ha risolto in modo inusuale il furto di un piatto di brioches rubato da un gruppo di ragazzi ventenni.
Una mamma barista ha spiegato l’accaduto sul gruppo chiuso di Facebook Sei di Candelo se…”.
“Ore 4:37 ‘fenomeni’ rubano dal bar Viana una plancia di plastica, contenente numerose brioche, destinate alla vendita ai clienti del mio bar…”
La modalità della bravata è stata da veri dilettanti, perché i supposti ladri prima hanno fatto un sopralluogo con le torce dei telefoni, svelando così la loro identità, il numero di targa della macchina e altre informazioni preziose.
“Adesso con tutta l’onestà… non è per i soldi ma per il gesto che mi fate un po’ pena pero penso che renda me più ricca poter dare a voi la possibilità di restituire la plancia e di pagare il dovuto perché voglio che capite che io mi alzo alle 4 del mattino, che lavoro minimo 11 ore al giorno e che costa fatica guadagnarsi ogni euro e io non tollero chi sputa sul sudore altrui sopratutto se quel sudore e il mio e della mia famiglia.
Dalla vostra avete il fatto che sono mamma e, che, palesemente, il sudore del lavoro non sapete ancora cosa è. So che una denuncia servirebbe solo a far morire la vostra mamma di un immenso dispiacere, poi per i vestiti e scarpe indossate sarebbe proprio una vergogna un furto di questa ‘entità’ non siete di certo poveri bisognosi… Non ho tempo per queste cose … Perciò il bar sapete dov’è. Vi aspetto… ma non ho il potere della pazienza infinita. Riconoscere e pagare per i propri errori è un segno di maturità che forse non è una parola ancora per le vostre giovani menti ma prima o poi bisogna crescere no? Crescete e diventate persone migliori di così perché sono certa che un minimo di educazione vi è stata data”.
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Il messaggio è arrivato a chi di dovere, ed ecco com’è andata a finire: ” E’ stata una bravata, chi non ha fatto qualcosa del genere da giovane? Alla fine ho scelto di non denunciarli, ma mi hanno rimborsato. Alla fine si sono presentati, mesti mesti, non li ho fatti lavorare ma mi sono fatta dare gli otto euro dei cornetti e il costo della plancia che si erano portati via. Altri otto euro. Erano ragazzetti ventenni, devono capire come ci si comporta. E poi credo che sarà d’esempio anche ad altri”.
Unimamme, voi cosa ne pensate del metodo usato dalla barista raccontato su Adnkronos?
Anche voi pensate che prendersi le proprie responsabilità sia educativo? Cosa fareste se scopriste che i vostri figli hanno compiuto un’azione simile?
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